“Che terribile dichiarazione nel Paese di nascita di Simone de Beauvoir” (di cui peraltro ricorre quest’anno il 110° anniversario della nascita): condivido le parole che ha scritto su Facebook Sonia Buglione, giornalista della Radio australiana SBS, sulla notizia della lettera di 100 donne francesi pubblicata su Le Monde in difesa degli uomini accusati di molestie sessuali. In queste ore la missiva contro “la caccia alle streghe” che farebbe “morire l’eros”, ovvero contro  la denuncia collettiva delle molestie sessuali dopo il caso Weinstein, fa gongolare maschilisti, machisti, viriloidi vari ed affini e indigna molte attiviste per i diritti delle donne.

In Francia la femminista Caroline De Haas ha parlato del dramma della violenza sessuale e delle molestie contro le donne perché il sessismo non è solo un problema di casa nostra. Qualcuno ricorda come i quotidiani francesi trattarono le donne che denunciarono le violenze di Dominique Strauss-Khan e come edulcorarono le azioni dell’ex presidente del Fondo Monetario internazionale? Ma non vorrei che la polemica divenisse una trappola, forse creata ad arte (cherchez l’homme?), e che una questione importante che coinvolge le relazioni tra uomini e donne degenerasse in una miserevole lotta nel fango tra donne infuriate.

Le polemiche sono divampate anche nel nostro Paese dove 10 milioni 485mila donne (dati Istat 2009) hanno subito molestie sessuali. La lettera pubblicata su Le Monde e le sorprendenti dichiarazioni di Catherine Deneuve, una delle firmatarie, che vuole “difendere la libertà degli uomini di sedurre e importunare le donne” hanno suscitato molte proteste. Le dichiarazioni dell’attrice francese sono frutto di un grave malinteso che banalizza le molestie sessuali e rischia di buttare in caciara un problema che coinvolge i diritti delle donne. Non si dovrebbe confondere la seduzione e il corteggiamento con l’importunare, ovvero disturbare e infastidire, qualcuno in modo assillante e tantomeno farlo nei casi di violenza; se vogliamo ragionare sul significato delle parole, seduzione significa attrarre, un’arte distante dal fastidio o dall’assillo. A meno che non si reputino seduttive le zanzare o l’orticaria.

Forse dovremmo chiedere alle 100 firmatarie della lettera a che cosa si riferiscono quando parlano di “libertà di importunare” senza dimenticare che quando si parla di molestie sessuali si deve tenere presente il libero consenso e il desiderio delle donne. Nella lettera si parla di libertà maschile, di desiderio maschile, di iniziative e azioni maschili perseguitate dalla “caccia alle streghe” (che peraltro lo ricordiamo era una persecuzione misogina) ma non si parla del desiderio e della percezione delle donne che hanno denunciato le molestie. Che idea hanno della sessualità femminile quelle cento firmatarie? Passiva e inerte e in attesa delle voglie maschili per essere rianimata? Le abbiamo lette le storie di pulzelle che nelle favole erano risvegliate da un bacio che non potevano nemmeno accettare o rifiutare perché se la dormivano di grosso. Questo è stato l’immaginario di una cultura al tramonto che imponeva rigide divisioni di ruoli tra uomini e donne e disciplinava la sessualità delle donne. E chi sarebbero allora le puritane?

Meglio non poteva dirlo la giornalista Giulia Blasi:

Ricordo che Giulia lo scorso autunno fu la promotrice di #QuellaVoltaChe per invitare le donne a denunciare molestie e violenze sessuali mentre dagli Stati Uniti il movimento #MeToo dava voce sui social alla ribellione mondiale delle donne dopo le rivelazioni sulle violenze sessuali commesse dall’ex produttore della Miramax. Un vaso di Pandora che dagli Stati Uniti all’Europa si è aperto dando voce a quelle donne che non vogliono più lasciare agli uomini la “libertà di importunarle” e che al centro hanno messo finalmente il loro desiderio e la loro libertà. Le 100 firmatarie e Catherine Deneuve scelgano per sé e non impongano ai milioni di donne che hanno aderito al movimento #MeToo che cosa devono farsi piacere. Lo fanno già i molestatori.

@nadiesdaa