La critica non si critica. L’Associazione Nazionale Critici Musicali – che raccoglie un centinaio di critici di musica classica – ha infatti approvato a maggioranza la proposta di produrre un documento “da inviare ai mezzi di comunicazione a risposta immediata dei casi in cui l’esercizio professionale di critico musicale e l’Ancm fossero ancora screditati a torto”. Una specie di azione di censura. Ma chi decide chi ha torto e chi ha ragione quando si tratta di critica musicale? Non si sa.

L’assemblea ha accolto una mozione del socio Carlo Vitali posta in discussione nella riunione dal presidente dell’Ancm Angelo Foletto. Eppure nello statuto l’Ancm indica tra i propri scopi anche quello di “sostenere, contro ogni forma di condizionamento, la libertà di espressione”. Il riferimento di questa decisione dell’assemblea dei critici, spiega Foletto a ilfattoquotidiano.it, è a “costi personali e professionali indigesti proprio a seguito di ‘diritti di critica’ negati o messi ‘sotto processo’ da parte di istituzioni e singoli artisti con atti persecutori controfirmati da scandalose sentenze e conseguenti esecuzioni economico-civili”. Una spiegazione che non compare nel verbale con cui è stata approvata la mozione dove si legge di presunti scritti denigratori e ingiuriosi, pubblicati su quotidiani cartacei e online oltre che su libri, rivolti all’intero settore della critica musicale. Quali sono questi scritti? E chi decide chi ha ragione e chi ha torto? A nessuna di queste domande de ilfattoquotidiano.it Foletto vuole rispondere. “Le domande mi sembrano provocazioni più che sollecitare un ragionamento su professione e figura del critico”.

Fondata nel 1986, l’Ancm è oggi composta da giornalisti professionisti e pubblicisti, critici e docenti di discipline musicali in università e conservatori, ed è già a partire dalla stagione 1980-1981 che conferisce il Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana, il riconoscimento che anno dopo anno riserva, tra gli altri, al miglior spettacolo di musica lirica: di Wagner, Gounod, Puccini, Berg, Mozart, Rossini e Debussy sono alcune delle opere nel tempo premiate dall’Ancm. Non solo: compito dell’associazione dei critici è stato quello, anno dopo anno, di segnalare giovani talenti e iniziative particolarmente meritevoli di nota.

L’Ancm intende parlare a nome dell’intero settore della critica musicale ma uno dei pochi disposti a parlare, Vincenzo Martorella – ex presidente della casa editrice Arcana, storico della musica e critico jazz – spiega: “L’Ancm, naturalmente, non ha alcun mandato istituzionale per ergersi a difensore dei diritti dei critici vituperati”. “I problemi, molto più a monte, sono altri – continua Martorella – Il primo è che, in Italia, nessuno tollera una critica negativa. Il secondo è che oggi riesce difficile dire cosa sia, e a cosa serva, un critico musicale. La sensazione è che, in effetti, in Italia il diritto di critica, se non estinto, stia segnando il passo”.