È in corso la settimana di celebrazione per l’elevazione alla santità di Marcello Dell’Utri e un ciclo di preghiere per commemorarne il martirio. Come è noto il teologo Gianfranco Micciché ha rivelato – suffragando l’affermazione con circostanze e dati – che la Corte di Cassazione non può sostituirsi a Dio, l’unico che – in teoria – dovrebbe giudicare sul bene e sul male. Vittorio Sgarbi, autore, tra le altre mille cose, del nuovo codice penale ha spiegato, sfogliando le sue nuove norme, che il reato per il quale è stato condannato Dell’Utri – associazione esterna alla compagine mafiosa – non esiste.

Egli è in carcere non per un fatto, ma per un misfatto dei giudici che, secondo il nuovo codice sgarbiano, dovrebbero essere immediatamente arrestati. “Insopportabile” (Miccichè + altri) che Dell’Utri sia tenuto in carcere, da condannato in via definitiva, assecondando il giudizio medico del collegio peritale e non quello dei consulenti di parte. La deriva giustizialista (Sgarbi + altri) apre la porta alla tirannia di una “inaudita cattiveria” (Miccichè + altri). Contro il sopruso Berlusconi ha appena schierato le sue televisioni. Presto si spera giungerà a dar man forte la Rai. Il Pd ha intanto offerto un segnale di vicinanza votando, con alcuni suoi deputati regionali, alla presidenza dell’Assemblea siciliana Gianfranco Miccichè in persona.

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