Davide contro Golia, il popolo della rete contro il suo sovrano Google. È accaduto, e ha vinto Davide, ancora una volta, ma non con una pietra, bensì con un burger “virtuale”, un cheeseburger per la precisione, risultato indigesto al colosso di Mountain View.

A dirla così sembra folle ma è successo davvero che Google, il re dei motori di ricerca, sia scivolato sulla classica “buccia di banana” per colpa di una emoji (uno degli ideogrammi che si usano come linguaggio, su internet e smartphone, al posto delle parole) con l’immagine di un cheeseburger in cui il formaggio era colpevolmente posizionato sotto la carne, invece che al di sopra, e la rete è insorta con post, tweet e tutti gli influencer, sui social network, hanno cominciato a schierarsi pro o contro nel dibattito sulla posizione del formaggio negli hamburger.

Levata di scudi, insomma, e una fortissima pressione della rete che non ha gradito quello che considera un errore macro o, per alcuni, un orrore nazionale. Ad entrare in gioco è stato addirittura il Ceo di Google, Sundar Pichai, che in un tweet ironico, quasi sottolineando la gravità della cosa, ha addirittura assicurato che il lunedì successivo, in ufficio, avrebbe mollato tutto per occuparsi della questione – stavolta sì – nazionale.

Una polemica durata diverse settimane, fino a quando, qualche giorno fa, Google ha dovuto fare marcia indietro e ha dovuto cambiare l’emoji con un’immagine nuova, stavolta corretta, con il formaggio giustappunto sopra la carne. Tutto qui?

Decisamente no, visto che l’emoticon corretta l’hanno disegnata tutti i grandi attori di internet e della tecnologia come Apple, Facebook, Twitter, Microsoft, Whatsapp, Messenger, Samsung, Htc ecc.. Possibile che un’azienda attenta come Google possa aver commesso una leggerezza così?

Quindi, vien da pensare, è stata solo una svista del gigante oppure un subdolo tentativo – mascherato da macro errore – di cambiare e definire nuove regole del gioco per tutti i Davide del pianeta virtuale? E se fosse stato un test? Cominciano dagli hamburger, ma a cosa arriveranno?

La rete non perdona, almeno per ora, e Google questo lo sa.

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