La storia di Fabrizio Gatti, scritta da Diana Ligorio, racconta il retroscena del terribile naufragio avvenuto nel Mediterraneo quattro anni fa, l’11 ottobre 2013, in cui persero la vita 268 persone, tra cui anche 60 bambini, per il quale il gip di Roma Giovanni Giorgianni ha disposto ieri nuove indagini. Secondo quanto ricostruito dall’inchiesta giornalistica,  quel giorno a mezz’ora di navigazione dal peschereccio c’era la nave Libra della Marina Militare italiana, che avrebbe ritardato i soccorsi. Il film, che presenta le immagini e i dialoghi esclusivi di quel giorno, racconta anche per la prima volta la vicenda dell’ex maggiore dell’aeronautica maltese George Abela, testimone chiave dei fatti, che in seguito a quanto vide in quelle circostanze decise di dare le dimissioni e di cambiare vita.

Il film racconta il naufragio anche attraverso i ricordi di tre persone che su quella barca c’erano: Mazen Dahhan, ora medico in Svezia, Ayman Mostafa, chirurgo a Malta, e Mohanad Jammo, anestesista in Germania. Persone con una vita come la nostra, stravolta dalla guerra civile, e fuggite con le famiglie alla ricerca di un luogo sicuro. A quattro anni dal naufragio, i tre medici rifugiati in Europa curano e salvano per vocazione e per mestiere decine di persone, mentre in fondo al cuore si sentono responsabili della morte dei propri figli, dispersi in mare. I tre padri si sono battuti perché le indagini non venissero archiviate.

Il film-inchiesta in onda questa sera alle 21.15 su Sky TG24 HD e domenica 19 novembre alle 23.15 su Sky Atlantic HD e disponibile su Sky On Demand, per il ciclo “Il racconto del reale”. Il film è prodotto dalla Divisione Digitale del Gruppo Gedi, in collaborazione con 42° Parallelo e Sky.

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