La Francia ricorda le 130 vittime degli attentati di Parigi del 13 novembre 2015. Il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha partecipato ai minuti di raccoglimento e commemorazione prima allo Stade de France e poi al teatro del Bataclan, con i sindaci Laurent RoussierAnne Hidalgo e i familiari delle vittime. Le misure di sicurezza per queste commemorazioni sono rigidissime. Il 31 ottobre si è concluso il periodo più lungo di stato d’emergenza nel Paese, due anni. Dal primo novembre è in vigore la nuova legge sulla sicurezza. Nel novembre del 2015 il Paese era ancora sotto choc per gli attacchi di gennaio alla redazione di Charlie Hebdo e al supermercato Hyper Kasher di Porte de VincennesCommando armati e kamikaze entrarono in azione allo Stade de France, nei caffè del decimo e dell’11esimo arrondissement e nel teatro del Bataclan affollato per un concerto: il bilancio fu di 130 morti e oltre 400 feriti, che ancora oggi cercano di sanare le loro cicatrici, quelle fisiche e quelle invisibili. Due anni dopo, tra i superstiti, c’è chi ha cambiato diversi psicanalisti, chi si è chiuso nel silenzio, chi ha scritto un libro di memorie e chi ha voluto tatuarsi sulla pelle parole o disegni che aiutino a non dimenticare i morti o a “trasformare l’orrore in qualcosa di bello”.

All’epoca “non pensavamo che un assassinio di massa fosse possibile in Francia. Oggi siamo molto più preparati”, assicura in un’intervista al Journal du Dimanche il ministro dell’Interno, Gérard Collomb. “I nostri servizi sono meglio equipaggiati di allora per individuare le minacce. Cosa che fanno ogni settimana”. Ma il capo dei Servizi segreti francesi, Laurent Nunez, avverte che “la volontà dell’Isis di attaccarci rimane intatta“. “L’Isis – aggiunge a Le Figaro il responsabile della Direzione Generale per la Sicurezza Interna – chiede ai jhadisti di colpire nel loro luogo di residenza”. E la Francia resta un “obiettivo maggiore” della propaganda dei terroristi, continua l’esperto, evocando “la forte tentazione ” di alcuni “di passare all’atto con mezzi rudimentali”. La minaccia, insomma, resta “molto forte”.

Sondaggio: per il 92% dei francesi minaccia ancora alta
Un sondaggio Ifop, realizzato per le Figaro, rivela però che, due anni dopo la strage, secondo il 92% dei francesi la minaccia terroristica resta alta. E lo conferma anche il ministro Collomb: “Le perdite subite dall’Isis sul terreno potrebbero rafforzare le motivazioni di coloro che vogliono passare all’azione qui”, in Francia. In carcere per il massacro c’è l’unico sopravvissuto al commando del Bataclan, Salah Abdeslam, più un’altra quindicina di sospettati, detenuti tra la Francia, il Belgio e la Tunisia, ha riferito nei giorni scorsi il procuratore di Parigi, François Moulin. Ma nell’inchiesta, ha ammesso il magistrato, ci sono ancora “zone d’ombra” che spera possano essere chiarite dagli arresti di jihadisti nelle zone di combattimento tra Iraq e Siria.

La mamma della Solesin: “Oggi è il giorno del silenzio”
I 90 nomi delle vittime del Bataclan sono stati scanditi davanti alla sala concerti. Alla lettura dei nomi e cognomi – durata oltre quattro minuti – è seguito un minuto di silenzio alla presenza del presidente Emmanuel Macron, della sindaca di Parigi Anne Hidalgo, dell’ex presidente François Hollande, di amici e parenti delle vittime. Oltre a tanti parigini, c’era anche la band degli Eagles of Death Metal, che si esibiva al Bataclan nella notte del massacro. Tra i nomi letti davanti al teatro anche quello di Valeria Solesin, 28enne veneziana ricercatrice dell’Ined, l’istituto francese di studi demografici, dopo aver finito il biennio alla Sorbona. “Oggi nel secondo anniversario della sua morte – dice all’Ansa la madre Luciana Milani – credo di non aver null’altro da dire su di lei. Il nostro messaggio lo abbiamo mandato e vogliamo che in questa giornata ci sia concesso di restare solo nel silenzio e nel dolore”. Luciana si è detta felice che da qualche giorno la tomba di Valeria sia finalmente completa: per due anni è rimasta solo una croce bianca, ora un sole – in pietra – è stato apposto sulla nuova lapide per simboleggiare il carattere solare della ricercatrice. Da due anni, ogni giorno, davanti alla tomba sostano decine di persone, tra cui moltissimi turisti francesi.