Le virtù del resveratrolo sono note da tempo. Anche se alcuni scienziati Johns Hopkins University di Baltimora tre anni fa avevano parlato di falso mito. Adesso uno studio dimostra che cellule vecchie a cui sono state somministrati composti antiossidanti come il resveratrolo, presente nel vino rosso, sono ringiovanite. I risultati degli esperimenti condotti da Eva Latorre presso la University of Exeter in Gran Bretagna sono stati pubblicati sulla rivista BMC Cell Biology.

Col tempo le cellule diventano via via senescenti, incapaci di moltiplicarsi, con ingranaggi mal funzionanti. Il loro profilo di attività genetica cambia; inoltre, i ‘cappucci protettivi’ del loro Dna (i telomeri che proteggono l’integrità dei cromosomi, come le estremità in plastica dei lacci di scarpe proteggono le stringhe dal rischio di sfrangiarsi) sono logorati dagli anni, la vitalità cellulare si riduce.

Latorre ha più volte ripetuto lo stesso esperimento su cellule senescenti in provetta dimostrando che somministrando loro analoghi del resveratrolo, le cellule rapidamente ringiovaniscono: assumono sembianze e comportamenti tipici delle cellule giovani, i loro telomeri risultano ripristinati e anche la loro capacità di moltiplicarsi. Tutto ciò si accompagna al ripristino dell’attività di geni normalmente spenti in una cellula senescente ma accesi in una giovane.

“Le potenziali implicazioni di questi risultati sono notevoli – sostiene Latorre -. Un giorno si potrebbe arrivare a mantenere giovani le cellule del corpo umano, facendo si che un individuo viva tutta la sua vecchiaia in salute, al riparo da malattie croniche e degenerative”.

Lo studio su BMC Cell Biology