Polemica concitata a Omnibus (La7) tra il parlamentare renziano Davide Faraone e il deputato di Mdp, Alfredo D’Attorre, sull’esito delle elezioni siciliane. Faraone ribadisce le dichiarazioni rese su Pietro Grasso durante la Maratona Mentana, ma puntualizza: “Direi le stesse cose, ma ovviamente, se uno sintetizza la sconfitta del centrosinistra in Sicilia con il diniego di Grasso, fa sicuramente un torto al presidente del Senato e limita il problema. Il tema c’è stato. Noi non siamo stati competitivi. Se, invece, fossimo apparsi competitivi adottando il modello Palermo, cioè con una coalizione ampia e con Grasso come candidato presidente della Regione, noi avremmo vinto le elezioni siciliane”. E aggiunge: “Purtroppo lo schema è sempre quello: dire no a tutto quello a cui Renzi dice di sì. Così si è creato un cortocircuito assurdo. Questa sconfitta deve servirci di lezione alle prossime elezioni politiche”. D’Attorre scuote la testa e replica: “Quando si dice una cosa fuori luogo, come quella che hai detto tu su Grasso, bisogna avere l’onestà di riconoscerlo. Si può dire a una persona con la storia di Pietro Grasso che non è coraggioso?“. “La tua è una caduta di stile” – insorge Faraone – “Stai mettendo a paragone una mia dichiarazione sul coraggio della candidatura con il coraggio che Grasso ha avuto come procuratore generale dell’Antimafia“. “Hai sbagliato” – ribadisce il parlamentare di Mdp – “Devi avere l’onestà di riconoscere che, magari nella tensione di quella sera, hai utilizzato una espressione infelice”. Il deputato del Pd non ci sta: “Ma di cosa stiamo parlando? Grasso, da presidente del Senato, legittimamente ha deciso di abbandonare il gruppo Pd e ha fatto una critica sul Pd e su una legge elettorale sulla quale noi abbiamo investito. Quindi, è lui che decide di fare politica. E io ho fatto una valutazione politica. Non confondiamo cose che non c’entrano nulla. Come procuratore generale dell’Antimafia, Grasso è stato straordinario, ha fatto un grandissimo lavoro, lo stimo, lo apprezzo, l’ho sostenuto”. Poi accusa di strumentalizzazione Mdp e la sinistra: “Noi del Pd abbiamo sempre detto di andare uniti e loro ci hanno detto di no. Qui il tema inaccettabile è questa idea che si possa fare un’alleanza tra Pd e sinistra, a patto di mettere da parte Renzi. Le alleanze si fanno partendo dalle migliori risorse. E Renzi è una delle migliori risorse del centrosinistra. Vi assicuro che in tutti i sondaggi” – continua – “il Pd è dato come partito competitivo e in assoluta salute, con una leadership forte e riconosciuta. C’è stata una legittimazione di Renzi anche con le primarie, che non sono certamente una barzelletta. Il Pd è cresciuto di due punti percentuali”