Finisce con un’archiviazione chiesta dal pm e accolta dal Gip l’inchiesta della Procura di Napoli a carico dell’assessore allo Sport e al Patrimonio della giunta de Magistris Ciro Borriello. Era accusato di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. In qualità di geometra, Borriello aveva curato una pratica di condono di un immobile in via Bisignano 24, nel quartiere Chiaia, finito al centro di alcuni esposti sulla regolarità di una sopraelevazione che invece secondo la difesa altro non era che il recupero abitativo di un sottotetto consentito da una legge regionale. “Ho sempre avuto fiducia sull’operato della magistratura ed accolgo con grande soddisfazione il risultato ottenuto nella sentenza di proscioglimento che mi riconosce l’innocenza rispetto ai fatti che mi erano stati imputati”, dice Borriello in uno scarno comunicato dell’ufficio stampa della giunta comunale. Raggiunto al telefono da ilfattoquotidiano.it, Borriello sottolinea che “l’archiviazione è arrivata in assenza di una richiesta di rinvio a giudizio”.

Nel luglio 2016 la notizia dell’indagine su Borriello fece rumore. Era la prima grana giudiziaria per l’amministrazione comunale di Luigi de Magistris fresco di vittoria e di secondo mandato da sindaco. Borriello faceva parte della giunta prima delle elezioni, e fu riconfermato nel nuovo esecutivo cittadino. “Venticinque anni di iscrizione all’ordine dei geometri senza mai avere un problema: la vicenda è solo frutto del clima politico pesante che deve sopportare chi è impegnato a fare politica” commentò Borriello sui quotidiani locali. “Ormai un libero professionista, per ricoprire un incarico pubblico, non deve più lavorare oppure deve sopportare cose del genere”. Già all’epoca l’assessore si disse molto sereno. “Si tratta di liti condominiali che si trasformano in denunce. Le accuse sono infondate: se ci fosse stato un abuso edilizio sarebbe emerso visto che la disamina da parte degli uffici preposti è durata circa due anni”. Il gip Egle Pilla in un provvedimento di sequestro sottolineò il ruolo politico di Borriello: consigliere comunale dal maggio 2011 e assessore dal 2015. “Appare dunque sussistere una cointeressenza tra i funzionari che hanno adottato il permesso di costruire e che successivamente hanno riconosciuto la legittimità di quel permesso, e i soggetti beneficiari”. Borriello replicò così in un’intervista a ‘Il Mattino’: “A me questa parola, cointeressenza, fa sorridere. Non ne comprendo bene il significato anche se quel che sottintende è ben chiaro. Resta il fatto che un consigliere comunale non può smettere di lavorare solo perché è geometra e gli capita di avere a che fare con il Comune. Questo sarebbe troppo”. L’assessore parlò della vicenda con il sindaco, che gli disse di rimanere al suo posto e di avere piena fiducia nella correttezza del suo operato. I fatti hanno dato ragione a entrambi.