“Molti dei bonus io non li rinnoverei, come quello per i diciottenni, che non sono mai stato convinto fosse utile. Anche i ‘bonus bebé‘ e gli altri, sono soldi che fanno bene a chi li riceve, ma non fanno raggiungere, ad esempio, l’obiettivo di risollevare il tasso di fertilità. Non è questo che bisogna fare, finisce per essere solo un trasferimento“. Così Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review e membro del consiglio esecutivo Fondo monetario internazionale, ha commentato le misure inserite nella manovra del governo Gentiloni ora all’esame del Senato.

“È positivo che il governo sia riuscito a presentare una legge di bilancio che comporti la riduzione del deficit e piccolo aumento del surplus primario (la differenza tra entrate e uscite dello Stato, ndr)”, ha detto l’economista, che è appena tornato in Italia e venerdì ha presentato il nuovo Osservatorio sui Conti pubblici italiani di cui sarà direttore. Ma “io sarei stato più coraggioso in termini di surplus primario”. “La questione”, ha spiegato, “è se nel complesso ci possiamo avere un surplus primario che aumenta solamente dello 0,3% nel prossimo anno. Avrei preferito un aumento più forte”. L’Italia, ha aggiunto, per ridurre il rapporto tra debito pubblico e pil che secondo le ultime rilevazioni è al 132% avrebbe bisogno di un surplus primario al 4% del Pil, un livello ben lontano da quanto i governi riescono a ottenere.