“Se siete in cerca di un ripugnante, sessista, furioso pezzo di sterco che colpevolizza le vittime, chiedete di Renato Farina di Libero“. Tra le reazioni seguite allo scoppio dello scandalo Harvey Weinstein, il produttore cinematografico hollywoodiano accusato di reiterate molestie sessuali da almeno una quindicina di donne, tra cui attrici e dipendenti delle sue case di produzione, c’è anche Anthony Bourdain‏, il fidanzato di Asia Argento. L’attrice italiana ha raccontato di aver anche lei subìto violenze da parte di Weinstein quando aveva 21 anni.

Venerdì il quotidiano diretto da Vittorio Feltri ha pubblicato sulla vicenda un articolo, firmato dal giornalista Farina, intitolato: “Le lacrimucce delle star – Prima la danno via, poi frignano e poi fingono di pentirsi”, corredato da un sommario con la sentenza: “Cedere alle avances del boss per fare carriera è prostituzione, non stupro”. La Argento ha annunciato di aver sporto querela nei confronti della testata e, a sostenerla, è intervenuto anche il fidanzato.

“Come la stampa italiana, in particolare Libero, tratta le vittime di violenze sessuali è incredibile. Siete dei maiali e dei cani”, ha twittato Bourdain, chef statunitense. “Libero dovrebbe essere la vergogna dell’Italia. È incredibile che qualunque giornale possa parlare in questi termini di una vittima di stupro e decenni di terrore“. La Argento ha raccontato di non aver denunciato prima le azioni del produttore cinematografico per paura che questo le rovinasse la carriera, dato che “lo aveva fatto con con altra gente prima”. Ieri la giornalista Daniela Fedi su Il Giornale ha riportato alcune conversazioni tra lei e l’attrice, in cui questa, prima ancora della violenza, definiva Weinstein un “ciccione schifoso”. “Spero che avrai l’opportunità di leggermi il tuo articolo su Asia Argento personalmente“, ha continuato Bourdain su Twitter, rivolgendosi al giornalista Farina.

Nei giorni scorsi anche il talk show Matrix aveva dedicato una puntata al caso Weinstein. Tra gli ospiti era presente Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale. “Denunciare tutto vent’anni dopo dalla violenza lo trovo vigliacco. Non sei vittima ma complice“, ha detto il giornalista. La Argento ha voluto rispondere anche a lui: “Negli Stati Uniti vi licenzierebbero per aver detto una simile ignominia“, ha risposto l’attrice a Sallusti su Twitter, lanciando un appello: “Se non state dalla nostra parte siete complici dei carnefici. Parlate forte e chiaro, sosteneteci“.