“Stiamo cercando di aiutare le persone che hanno avuto problemi causati dall’alluvione – racconta un giovane richiedente asilo nigeriano – da due giorni stiamo lavorando da mattina sera, siamo qui per cercare di aiutarli”. A Livorno a distanza di due giorni dal violento nubifragio che ha colpito la città c’è ancora tanto da fare e diversi richiedenti asilo, gli stessi che qualcuno vorrebbe aiutare a “casa loro”, oggi stanno aiutando a “casa nostra”. Nei garage, nei cortili, nelle abitazioni invase dal fango, a spalare insieme ai residenti e agli altri volontari. 

“La cosa che mi hanno detto in primis è che se succede una cosa del genere a casa loro ci si aiuta e quindi vengono ad aiutare anche loro” spiega Marco Figliè, operatore del centro di accoglienza per richiedenti asilo “Ex Hotel Atleti” di Livorno. “Per noi è un piacere venire ad aiutare” conferma un giovane richiedente asilo ivoriano, a Livorno da due mesi.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Stupro Firenze: i fanatici della ruspa, le ‘ragazze facili’ e le fake news

next
Articolo Successivo

Livorno, la lunga fila di volontari di ogni età e provenienza al lavoro per liberare la città dal fango

next