“Un errore politico molto grave” che “sta producendo l’effetto contrario“, così il governatore pugliese Michele Emiliano ha bollato la legge sull’obbligo vaccinale approvata dal Parlamento a fine luglio. Non solo. Il presidente, incontrando una delegazione di associazioni contrarie alla copertura obbligatoria, ha offerto il sostegno della Regione ai ricorsi contro la legge. Assicurando che “non mi farò dividere la Puglia” in favorevoli e contrari “da chi a Roma, non avendo molto altro da fare, si diverte a scatenare guerre” che “poi dobbiamo affrontare noi, province dell’impero”. Uno strappo con la linea del Pd, se si pensa che la legge è stata voluta e messa in piedi dal Governo Gentiloni che fa capo allo stesso partito del governatore.

Emiliano azzarda anche un’ipotesi sui “ricorsi che i cittadini faranno davanti ai giudici e poi le eventuali ordinanze dei giudici alla Corte Costituzionale” che secondo lui “hanno buone prospettive di successo”. “Perché – ha rilevato – la legge ha molti errori, molti ‘vulnus’ e punti di eccesso che potrebbero lasciare alla Corte la possibilità di modificare, in tutto o in parte, gli errori commessi dal Parlamento”.

Il governatore pugliese non solo non fa mistero di essere “contrario a questa legge”. Ma per il magistrato che ha sfidato Matteo Renzi alla segreteria del Pd, quello dell’obbligatorietà è stato un “errore politico” che in tempi di contrapposizione al potere istituzionale e di sfiducia nella classe politica sta avendo l’effetto contrario. Ovvero, “una opposizione alla volontà di vaccinarsi più forte di quella che esisteva in precedenza”. Questa legge “sta chiaramente seminando il panico e per certi versi purtroppo creando anche sospetto”. Sentimento che secondo il magistrato “ormai circonda le istituzioni dello Stato” ed  “è tale da provocare una reazione negativa anche in Puglia, che era forse la più virtuosa d’Italia in materia di vaccinazioni”. Da quando il Parlamento è intervenuto “con tanta decisione su questa materia – ha puntualizzato il governatore – anche in Puglia stiamo avendo un calo della propensione a vaccinarsi. Ciò che prima era normale e ben accetto dalle famiglie, adesso, grazie a questa legge che sottopone le famiglie a sanzioni e addirittura alla non iscrizione a scuola, sta provocando l’effetto contrario”.

Parole in contrapposizione con le ultime dichiarazione del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Proprio oggi in un intervento in radio ha assicurato di non essere preoccupata per l’adesione all’obbligatorietà dei vaccini in vista dell’apertura delle scuole, bensì sui tempi burocratici per la documentazione e l’autocertificazione della copertura dei bambini. Paura condivisa in passato anche dall’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani, e dalle Asl.

Mentre la Fedeli ha confermato che non ci sarà nessuna proroga delle scadenze per la presentazione dei documenti, il presidente della Puglia ha chiesto proprio ai rappresentanti del mondo della scuola, presenti all’incontro, di affiancare i genitori in questo percorso di opposizione alla legge che potrebbe “portare a una correzione della normativa, affinché si torni verso la legge precedente“. La convinzione di Emiliano è che se “avessimo continuato a fare quello che facevamo prima in Puglia” ovvero a spiegare alle famiglie che era “utile vaccinare” avrebbero aderito “liberamente e non avremmo creato questa resistenza da sospetto”. Perché  “quando un politico si assume la battaglia sui vaccini gli italiani, forse anche giustamente, si insospettiscono” sottolinea il democratico. Anche se, nonostante la contrarietà alla norma assicura che “stiamo cercando di dare assistenza alle famiglie, e di trovare la maniera migliore di applicare una legge di cui non si sentiva il bisogno – sottolinea – ma che, essendo una legge, va applicata“.

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