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Genova, 16enne morta dopo aver preso Mdma. La telefonata al 112: “Gli amici non vogliono chiamare l’ambulanza”

Il Secolo XIX pubblica la conversazione tra il netturbino che chiamò i soccorso e l'operatore: "C’è una ragazzina. Trema tutta, è con degli altri amici, sembra che abbia preso chissà cosa. Loro non vogliono chiamare". Una frase che potrebbe aggravare la posizione del fidanzato e di un amico, già accusati di averle dato la dose letale
Genova, 16enne morta dopo aver preso Mdma. La telefonata al 112: “Gli amici non vogliono chiamare l’ambulanza”
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“Loro non vogliono chiamare l’ambulanza“. Una frase che potrebbe aggravare la posizione di Sergio Bernardin, 21 anni, e Gabriele Rigotti, 19: il fidanzato e l’amico di Adele De Vincenzi, la ragazza di 16 anni morta a Genova il 29 luglio scorso dopo aver assunto Mdma, una metanfetamina che le ha provocato un arresto cardiaco. I due giovani – entrambi da una decina di giorni ai domiciliari dopo una settimana di carcere – potrebbero ora rispondere non solo della morte come conseguenza della cessione di droga, ma anche del reato di omissione di soccorso. Lo sta valutando il pubblico ministero Michele Stagno, come rivela Il Secolo XIX che ha pubblicato la telefonata al 112 di un netturbino: quella che ha fatto partire i soccorsi.

Sono le 2 del mattino quando Adele si accascia al suolo nella stazione di Brignole, da dove avrebbe dovuto raggiungere un locale in centro. Prima era stata a casa di amici, nel quartiere di San Martino, dove aveva partecipato a un festino. Insieme alla giovane ci sono altri tre ragazzi: il fidanzato e due amici. Il netturbino, di servizio a pochi metri dalla stazione, vede la scena dallo specchietto retrovisore del suo mezzo, come spiega Il Secolo XIX. Scende e si avvicina per aiutare, ma i due ragazzi gli vietano di chiamare i soccorsi: questo spiegherà più tardi in questura.

Allora l’addetto dell’azienda dei rifiuti si allontana e chiama di nascosto il 112, da cui la telefonata viene girata alla centrale operativa della Genova Soccorso che gestisce il servizio del 118. Il quotidiano genovese riporta la conversazione: “Allora, c’è una ragazzina, avrà più o meno quindici anni. Trema tutta, è con degli altri amici, sembra che abbia preso chissà cosa. Loro non vogliono chiamare l’ambulanza”. “Io sono uno spazzino – dice ancora – e mi sento male a vedere ‘sta scena. Per favore venite subito con un’ambulanza”. Il suo racconto è lucido, precisa e ribadisce qual è l’indirizzo e quali sono le condizioni della ragazza: “Non è cosciente ma trema tutta, sembra che butti gli occhi all’indietro“, si sente nella registrazione pubblicata dal Secolo XIX.

Parole che ora potrebbero aggravare la posizione del fidanzato della giovane e di un loro amico. Secondo la polizia, sono stati loro a cedere la dose alla ragazza e il minorenne italiano dal quale l’avevano acquistata è stato denunciato. La nuova accusa potrebbe essere omissione di soccorso. Quando gli operatori del 118 sono arrivati hanno provato a soccorrere la giovane sul posto, per poi trasportarla al pronto soccorso dell’ospedale Galliera, dove è morta 40 minuti dopo il ricovero.

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