Benyamin Netanyahu ha chiesto la pena di morte per il palestinese che il 21 luglio scorso ha ucciso tre israeliani nella colonia di Halamish, nei pressi di Ramallah in Cisgiordania. L’attentatore, Omar el-Abed di 19 anni, era rimasto ferito nel corso dell’assalto.

Mercoledì il primo ministro israeliano ha annunciato anche che lavorerà per chiudere la sede di Gerusalemme dell’emittente Al-Jazeera, accusando la rete televisiva di incitare la violenza sulla Spianata delle moschee. “La rete Al Jazeera continua a sobillare la violenza intorno al Monte del Tempio“, ha scritto Netanyahu sulla sua pagina Facebook dopo l’escalation di tensioni e la morte di tre cittadini di nazionalità israeliana e quattro palestinesi tra venerdì e sabato scorso. “Ho parlato più volte alle autorità giudiziarie. Se ciò non potrà avvenire per un’interpretazione dei giudici, lavorerò per adottare la legislazione necessaria per espellere Al Jazeera da Israele,” ha aggiunto il leader del Likud nel suo post.

La tv satellitare con sede centrale in Qatar ha risposto con una nota denunciando “accuse arbitrarie e dichiarazioni ostili. La rete ha aggiunto che continuerà “a coprire le notizie e i fatti nei territori palestinesi occupati, e altrove, con professionalità e obiettività”. Al Jazeera ha sostenuto che le parole del premier israeliano costituiscano “un altro episodio dell’attacco in corso” contro l’emittente satellitare, con un riferimento alla richiesta di chiudere la rete avanzata al Qatar anche da Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti ed Egitto.

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