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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 14:20 del 24 Luglio 2017

Da bullizzato a rapper, la storia di Meid: “Sono stati gli amici ad isolarmi”. Ecco come ne è uscito …e tanti auguri!

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Il riscatto che passa attraverso la musica. Michael, 18 anni oggi 24 luglio 2017, di Formigara (Cremona), poco più di mille abitanti nel mezzo della campagna cremonese, una nuova vita l’ha trovata nel rap. “La mia strada per rinascere”, dopo che per un lungo periodo, tra il 2012 e il 2013, a scuola e fuori è stato vittima dei bulli. Isolato, denigrato, e allontanato dal gruppo di amici, “almeno li credevo tali e per questo non reagivo”. Fino alla completa esclusione e alla chiusura in se stesso. Il primo singolo ad inizio anno. “A testa bassa” è “una chiamata alle armi contro il bullismo”, racconta Michael Bernardoni, in arte Meid. Poi “Superpoteri”, appena uscito, per spiegare che “ciò che ci rende felice è vicino a noi e non serve cercarlo chissà dove”. Le scuole della Provincia ora lo chiamano per parlare di ciò che ha vissuto. “E stato come riaprire una ferita, ma è giusto così se può servire agli altri”.

La sua storia emoziona i ragazzi. E i genitori. E Meid è convinto che i padri e le madri di chi lo ha bullizzato “ancora adesso non sappiano ciò è successo”. A distanza di anni, nella testa e nel cuore di Micheal resta il ricordo di un’esperienza “che mi ha tolto tanto, ma che allo stesso tempo mi ha insegnato a credere in me senza preoccuparmi troppo di cosa pensa di me la gente. Ho capito che alla fine sono sempre i bulli a perdere”. C’è la musica nel domani di Meid: il progetto di un nuovo singolo, dopo l’estate. Ma guardando un po’ più in là: raggiungere il successo aiutando gli altri. Fare musica per fare del bene. “E per ora sta funzionando”.

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