Hamilton si prende la quarta vittoria consecutiva, la quinta in carriera a Silverstone, davanti al suo pubblico e al compagno di squadra Bottas, scatenato dall’inizio alla fine della gara. La Ferrari invece mastica amaro: mai all’altezza degli avversari per tutto il weekend, vede sfumare il terzo posto di Vettel all’ultimo giro, quando il leader del mondiale fora l’anteriore sinistra. Finirà settimo, ma la scena sa di accanimento della sfiga, dopo che un minuto prima era stato Kimi Raikkonen a dover cedere il secondo posto a Bottas per la stesso identico motivo.

Le scintille dei cerchi di Maranello sono le uniche della Ferrari in una gara targata Hamilton dall’inizio alla fine. Vettel, nervoso, parte male e perde la posizione a favore di Verstappen. Ingaggia il duello e rischia di finire fuori strada in uno scambio di reciproche sportellate. Magra consolazione per il ferrarista il punto di vantaggio che gli resta in classifica generale davanti all’antipatico e perfetto Hamilton: pole, vittoria e giro record, l’inglese si prende un primato dopo l’altro e ricaccia in gola i fischi a quanti lo avevano contestato per l’assenza dagli eventi pre-gara di Londra.

Gara pulita invece per il finlandese Raikkonen: secondo dall’inizio alla fine, meriterebbe un po’ di fortuna che non c’è. Finisce terzo per le comuni disgrazie sue e di Vettel. Ma almeno per una volta nessuno a Maranello ha niente da rinfacciargli: troppo forti le Mercedes per tentare di agganciarle. Appuntamento della verità tra due settimane in Ungheria.

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