Sono stati fermati in Russia per alcune ore il presidente di Arcigay Flavio Romani, tre attivisti di Antigone e la direttrice di A buon diritto. Intorno alle 15, ora italiana, i cinque si trovavano a Ninzhny Novogorod, nella sede dell’ong russa “Committee Against Torture“. La situazione si è risolta poco dopo e in seguito all’intervento della Farnesina. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione e hanno prelevato i cinque per metterli in stato di fermo amministrativo: “Sono stati accusati”, aveva spiegato ai media locali il capo dell’associazione russa, “di aver violato le leggi di ingresso nel Paese, ed in particolare per aver omesso l’obiettivo della loro presenza nel Paese rispetto all’attività realmente svolta”.

L’incontro, fanno sapere da Antigone, era stato organizzato dall’associazione russa Man and Law, partner in un progetto di scambio con la società civile russa. “Fin dal primo momento”, si legge nella nota dell’associazione, “sono stati allertati l’ambasciata italiana in Russia e il ministero degli Esteri”. Uno degli attivisti di Antigone fermati, Michele Miravalle, aveva scritto su Facebook: “Amici, qualsiasi cosa leggiate in questi minuti sappiate che stiamo bene. Vi daremo presto nostre notizie, sperando che il fermo deciso dalla polizia russa si risolva in fretta…”.

 

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