La saga, iniziata nel 2014, si è conclusa: l’Europa ha approvato l’equiparazione dell’Iva al 4% anche per i libri in formato digitale. L’1 giugno, infatti, il Parlamento europeo ha accolto in via definitiva la proposta della Commissione Ue che permette agli Stati membri di abbassare l’Iva sugli ebook, allineandola con quella dei libri cartacei. La modifica alla direttiva del 2006 sull’Iva per l’e-commerce che riguarda la tassazione applicata a libri, quotidiani e periodici, è stata approvata con 590 voti a favore, 8 contrari e 10 astensioni.

Prima della delibera i libri digitali erano tassati come minimo al 15%, mentre gli Stati potevano applicare per i libri cartacei un tasso del 5% e in alcuni casi dello 0%. Gli eurodeputati hanno tenuto conto del cambiamento che è avvenuto e hanno ritenuto che non aveva senso applicare un doppio standard in cui un giornale online o un libro digitale venivano tassati in modo diverso rispetto alle versioni cartacee.

L’Italia era stata un’apripista nella battaglia per equiparare l’Iva degli ebook a quella dei fratelli maggiori di carta, come ho raccontato nei vari post dedicati a questo argomento.
Devo riconoscere che Dario Franceschini, il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, si è impegnato per portare a casa questa vittoria. Con il nostro Paese vi erano anche Francia, Germania e Polonia.

Anche Federico Motta, presidente dell’Associazione italiana editori, ha esultato alla notizia. L’Aie ha supportato la battaglia italiana mettendo in campo la campagna#unlibroèunlibro per evidenziare che non c’è alcuna differenza tra il formato cartaceo e quello digitale, l’importante è leggere.
Ed ora speriamo che gli editori sappiamo elaborare strategie innovative in grado di sfruttare al meglio questa opportunità.

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