Una fucilazione risalente alla guerra civile e il recupero del corpo senza vita del piccolo Alan Kurdi, il bambino siriano di tre anni affogato nel 2015 mentre con la famiglia cercava di sfuggire alla guerra e raggiungere l’Europa. Sono questi i soggetti di due delle cinque monete da collezione create dal designer finlandese Ilkka Supponen in occasione dei primi 100 anni della nazione. Monete che hanno scatenato così tante polemiche da rendere necessario il loro ritiro, anche se erano state precedentemente approvate dal ministero delle Finanze e dalla Zecca finlandese.

“Con grande sbigottimento ho scoperto che la Zecca di Finlandia ha progettato delle monete commemorative su cui c’è un’immagine davvero priva di gusto”, ha commentato Petteri Orpo, ministro delle finanze, sul quotidiano Yle. “Non capisco come possa rappresentare lo spirito del 100esimo anniversario della Finlandia”. Orpo ha ammesso di non aver prestato “sufficiente attenzione” all’elemento visivo del progetto, e di essersi affidato “al comitato artistico incaricato di curare il design delle monete”, che sono state ritirate dopo appena quattro ore dalla diffusione delle immagini.

La moneta che più ha attirato le critiche del pubblico è quella in ricordo del primo ventennio del Paese (1917-37), ispirata a una fotografia dell’epoca che rappresenta la fucilazione di alcuni prigionieri durante la guerra civile finlandese. La moneta incriminata “non è una celebrazione della guerra civile”, spiega il designer Suppanen, “ma evidenzia come la Finlandia sia riuscita a riprendersi da quel periodo difficile. L’ho scelta come tema per il davanti della prima moneta della serie perché la guerra civile racconta la sfida più significativa durante il primo ventennio del Paese, e come la nazione sia riuscita a riprendersi”. Il retro della moneta da due euro raffigura invece lo stadio olimpico di Helsinki, completato nel 1938, secondo un preciso schema che vede le monete raffigurare da un lato i conseguimenti e i successi del Paese nel ventennio di riferimento, dall’altra le sfide e le difficoltà che la Finlandia ha dovuto affrontare nello stesso periodo.

Al Fattoquotidiano.it, Suppanen ha spiegato che per le monete ci sono state diverse “fasi di approvazione” prima del vaglio da parte del ministero delle Finanze. “Eppure – ha raccontato il designer – in nessuna di queste fasi il soggetto delle monete è stato discusso o messo in dubbio”. Suppanen è quindi convinto che sia stato “il putiferio scoppiato sui social network a far cambiare idea alla Zecca e al ministero”. In molti infatti hanno criticato il lavoro dell’artista su Twitter, Facebook e Instagram. “La storia della Finlandia in poche parole?”, ha commentato un utente su Instagram. “Non potevi trovare qualcosa di meglio? ‘Giustizia Globale’ – il titolo della moneta con il bimbo siriano – e ‘Guerra civile’: ridicolo!”.

In una nota, la Zecca finlandese si è scusata con i cittadini, dicendosi dispiaciuta per “tutto il malcontento causato dalle immagini”, e ha assicurato al pubblico che nessuna delle monete sarà resa disponibile all’acquisto. “Se avessi immaginato la reazione del pubblico – ha concluso Suppanen – forse avrei visto la cosa da un altro punto di vista. Ma era giusto parlare anche della guerra civile, e bisognava farlo con il dovuto realismo”.

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