Le autostrade aprono ufficialmente la caccia agli automobilisti che al casello fanno i “soliti italiani”: parliamo di quelli che si incolonnano nella fila di pagamento riservata a chi salda il pedaggio in contanti, ma hanno con loro solo la carta di credito (o viceversa) e pertanto non riescono a pagare seduta stante. E, peggio ancora, degli automobilisti che transitano nella corsia riservata al Telepass senza averlo a bordo – nei caselli che non hanno la barra automatica – o sfruttando pericolosamente la “scia” del veicolo che li precede. Ad identificare i suddetti trasgressori saranno i casellanti qualificati come “ausiliari del pedaggio” e impiegati dalle concessionarie autostradali per la “prevenzione e l’accertamento delle violazioni dell’obbligo di pagamento”.

Il personale abilitato a questa mansione è già all’opera in Piemonte e Liguria dall’inizio dell’anno, alle prese con una fase ancora sperimentale del servizio – ma le multe elevate sono vere! – che dovrebbe presto essere propagato a tutto il territorio nazionale: oltre a dover pagare il pedaggio, chi sgarra è punibile con una multa di 85 euro e la decurtazione di 2 punti dalla patente; se l’identità di chi era al volante non viene trasmessa è prevista un’ulteriore sanzione di 284 euro (più spese di accertamento e notifica).

La decurtazione in questione è peraltro discutibile visto che agli automobilisti che cercano palesemente di eludere il pagamento (quelli del Telepass, sopracitati) sono puniti con una multa da ben 422 euro ma senza che i preziosi punti siano intaccati. L’iter sanzionatorio passa comunque dalla Polizia Stradale: in pratica quando un ausiliare del pedaggio riconosce una violazione del comma 11 dell’articolo 176, ovvero una “errata modalità di incolonnamento e di arresto alle barriere autostradali”, la segnala alla Polstrada che provvede alla notifica del verbale al proprietario del veicolo entro 90 giorni.

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