“I dirigenti dicevano che c’erano troppi bambini diversamente abili nelle prime e che quindi non potevano prenderne altri. Ci sono numeri da rispettare dettati dai decreti ministeriali”. A parlare al quotidiano Il Centro è R. M., mamma di un bambino autistico di 10 anni che finora non ha potuto iscriversi alle medie. A Lanciano, in provincia di Chieti, tre scuole su quattro gli hanno negato l’iscrizione per l’anno prossimo, quando dovrebbe iniziare la prima media. Il motivo: all’interno degli istituti, le hanno spiegato i dirigenti, “c’erano troppi bambini diversamente abili nelle prime e quindi non potevano prenderne altri”. Nel suo racconto la donna precisa che la prima scuola, che pure svolge diverse attività con bambini diversamente abili, non riuscivano a prenderlo in carico. E le altre due, molto più grandi, hanno respinto l’iscrizione una volta saputo che il bimbo era autistico. Perché di ragazzi diversamente abili ce n’erano già troppi. Tutto questo accade anche se “gli stessi decreti tirati in ballo dai dirigenti dicono che ‘le iscrizioni degli alunni disabili non possono essere rifiutate e hanno la precedenza su quelle degli altri alunni'”.

Un episodio che è già diventato un caso mediatico e sul quale si è espresso anche il sindaco Mario Pupillo. “Domani (21 marzo, ndr) – ha scritto in una nota – ci sarà un incontro in Comune con la mamma del bambino e l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Lanciano per favorire un esito positivo della vicenda. Abbiamo esteso l’invito anche ai dirigenti scolastici degli istituti coinvolti, affinché vengano chiariti i contorni della vicenda raccontati dalla mamma del bambino, che mi ha informato della questione direttamente. Auspichiamo una rapida soluzione della vicenda nell’unico e preminente interesse del bambino e del suo diritto allo studio. Lavoriamo di concerto con i dirigenti e la mamma per questo obiettivo, senza clamori e a tutela del bambino“. E mentre l’amministrazione si impegna per risolvere il problema iscrizione, la mamma del bimbo precisa: “Mio figlio è autistico, ma capisce bene quando viene rifiutato e soffre”.

A interessarsi al caso anche il ministero dell’Istruzione che ha attivato l’Ufficio Scolastico Regionale per i dovuti accertamenti. L’Ufficio sta predisponendo una relazione per fare luce sull’accaduto, ma soprattutto – spiegano a viale Trastevere – per far sì che sia al più presto trovata una soluzione perché “tutte le studentesse e gli studenti, a maggior ragione se in situazione di difficoltà, hanno diritto a frequentare serenamente la scuola dell’obbligo”.

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