L’Unità? Rischia la chiusura, ma è ovvio che se un giornale va male, la responsabilità primaria è del direttore. E’ Staino che l’ha presa in mano e l’ha portata dove sta adesso“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Ecg Regione (Radio Cusano Campus) dall’editorialista dell’Unità, Fabrizio Rondolino, che aggiunge: “Se un direttore prende un giornale a ‘x’ copie e in pochi mesi calano copie vendute, prestigio e visibilità, lui non dovrebbe dare la colpa a tutti gli altri meno che a se stesso, ma deve prima ragionare sui propri limiti, sui propri difetti e sugli errori che ha fatto nel corso degli ultimi mesi.”. Poi sottolinea: “Si rischia la chiusura, anche se è possibile che arrivino nuovi soci o che si inventi una nuova formula editoriale. E’ un fatto che un giornale di carta di diffusione nazionale ha dei costi enormi. Io personalmente fin dall’inizio avrei fatto solo una cosa online, perché per un giornale come l’Unità una serie di costi potrebbero essere abbattuti. Io direttore? No, mi vedo come un bravo editorialista, sarei un pessimo direttore, perché sono più un polemista“. Il giornalista poi si pronuncia sulla “sparizione” di Matteo Renzi: “Sono molto soddisfatto di questa scelta. E’ una sparizione alla Young Pope. E infatti il nostro piccolo circolo politico mediatico sta impazzendo. Ieri Ferruccio De Bortoli si è lamentato e ha detto: ‘Come facciamo? Non c’è più Renzi’. Qualche giorno fa ho incontrato Corrado Formigli e anche lui, scherzando, mi ha detto che senza Renzi ha le scalette completamente vuote, non sa che fare”. E chiosa: “Questa cosa è formidabile. Spero che duri ancora un po’, un periodo di decantazione non può che fare bene a tutti, in vista di un ritorno che sia in grande stile”

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L’Unità abbandonata, di cosa si stupisce Sergio Staino?

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