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Energie rinnovabili, Greenpeace: “Amazon in grave ritardo, è molto preoccupante”

Il report 'Clicking Clean:Who is Winning the Race to Build a Green Internet?' mostra i ritardi del colosso delle vendite online, ma anche di Netflix e Samsung, verso l'obiettivo di alimentarsi con energia al 100% pulita. Apple, Google e Facebook sono invece le compagnie del settore informatico più "green"
Energie rinnovabili, Greenpeace: “Amazon in grave ritardo, è molto preoccupante”
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Apple, Google e Facebook sono le compagnie del settore informatico più “green” del pianeta. La maglia nera spetta invece ad Amazon Web Services, che “continua a mantenere i suoi clienti all’oscuro circa le proprie decisioni energetiche”, ma anche Netflix e Samsung sono ancora in ritardo nella corsa verso l’obiettivo di alimentarsi con energia al 100% rinnovabile. Lo racconta il report ‘Clicking Clean:Who is Winning the Race to Build a Green Internet?’ diffuso da Greenpeace USA, in cui viene analizzata l’impronta energetica dei grandi operatori di data center e di circa 70 tra siti web e popolari applicazioni. Nel 2017 la percentuale di elettricità globale utilizzata dal settore informatico supererà addirittura il 12%, per questo è importante capire quali politiche energetiche intraprendono le aziende leader a livello mondiale.

Ad oggi “quasi 20 compagnie del settore si sono impegnate a usare energia 100% rinnovabile” per le proprie attività, spiega il report. Oltre “ai grandi passi in avanti” mossi da colossi come Apple, Google e Facebook, è Switch a far registrare i progressi migliori nella transizione verso l’energia pulita. Tra le compagnie analizzata da Greenpeace ci sono anche Amazon e Netflix, valutate negativamente. “Nonostante gli annunci in fatto di rinnovabili, Amazon continua a mantenere i suoi clienti all’oscuro circa le proprie decisioni energetiche”, spiega Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima ed energia di Greenpeace Italia. “Tutto questo è alquanto preoccupante, soprattutto se teniamo conto che l’azienda sta allargando le proprie attività in aree geografiche in cui sono utilizzate prevalentemente energie sporche“.

Netflix invece nel 2015 aveva annunciato l’intenzione di controbilanciare completamente le proprie emissioni di CO2, ma “un’analisi più attenta – si legge nel report – ha rivelato che sta solamente comprando crediti di compensazione delle emissioni, senza aumentare gli investimenti in energie rinnovabili, l’unico modo per ottenere un futuro pulito”. “Al pari di Apple, Facebook e Google, Netflix è uno dei più grandi attori della galassia di internet e gioca un ruolo chiave nel decidere con quale energia questo settore vada alimentato”, sottolinea Iacoboni. “Deve dunque prendersi la responsabilità di assicurare che la sua crescita sia alimentata da energia rinnovabile, non da combustibili fossili, e deve porsi come capofila su questo tema”, conclude.

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