Dura invettiva del direttore del TgLa7, Enrico Mentana, durante la diretta dedicata al voto referendario. Casus belli: la decisione di Rocco Casalino, responsabile della Comunicazione del M5S, secondo cui il giornalista avrebbe fatto un torto al movimento, in occasione della trasmissione “Sì o no” dello scorso 2 dicembre, perché ha intervistato il deputato pentastellato Luigi Di Maio, dopo Silvio Berlusconi. A causa di ciò, come spiega l’inviato da Montecitorio, Paolo Celata, il capo della Comunicazione del M5S ha vietato agli esponenti del movimento di partecipare come ospiti alla trasmissione di Mentana. “La protesta è del tutto fuori luogo” – commenta il direttore del TgLa7, che fa riferimento alla partecipazione di Casalino al Grande Fratello nel 2000 – “Lui, peraltro, dovrebbe avere lontani elementi di riconoscenza nei confronti di Berlusconi. Abbiamo deciso di intervistare prima Berlusconi perché è pur sempre l’ex presidente del Consiglio e per 10 anni è stato il leader di Forza Italia. Di Maio non è il leader del M5S, di cui è notoriamente il fondatore Beppe Grillo“. E aggiunge: “Quell’ordine nell’intervista non contava assolutamente niente, non era la gara dei 100 metri delle Olimpiadi. L’ufficio di Comunicazione del M5S, con questa decisione, ritiene di dare una ritorsione nei nostri confronti. Potete capire che in ambienti meno eleganti si potrebbe dire: ‘Chi se ne frega’. E siamo meno eleganti anche noi“. Poi rincara: “Questa si chiama ‘bambinata’ ed è un bambino chi ha trasmesso questa decisione al nostro inviato Celata (Rocco Casalino, ndr). Tra l’altro, se c’è una emittente che non ha mai tentato di oscurare il M5S è sicuramente questa. Comunque, basta aspettare. Tutti i bambini crescono

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Riforme, Meli vs Centinaio (Lega): “Con voi e M5s si prepara una nuova era fascista”

prev
Articolo Successivo

Scivolone di Cacciari: “Renzi? Anche un cieco, un sordo, un handicappato capirebbe che non può governare”

next