Il mondo FQ

Trapianto midollo, “azzerata mortalità bambini con immunodeficienze primitive” grazie a nuova sperimentazione salvavita - 4/4

Grazie a questa tecnica messa a punto dagli scienziati dell'ospedale Bambino Gesù di Roma Ariel, 15 mesi, affetta da una malattia rara, sta bene. I risultati di questa tecnica, messa a punto dall’équipe di Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di oncoematologia, saranno presentati nel corso del 58esimo meeting annuale dell’American society of hematology e dimostrano “una guarigione del 100% dei bambini con immunodeficienze primitive"
Trapianto midollo, “azzerata mortalità bambini con immunodeficienze primitive” grazie a nuova sperimentazione salvavita - 4/4
Icona dei commenti Commenti

bambin-gesu2-675

Questi risultati sono, adesso, in corso di validazione anche per i pazienti leucemici. I ricercatori si aspettano, infatti, che nei malati di leucemia le cellule del donatore, modificate con il gene suicida, oltre ad abbattere la possibilità di infezione, possano anche ridurre il rischio che la malattia si ripresenti. “Con questa metodica il trapianto diventa un’arma più potente ed efficace – aggiunge Locatelli -, e possiamo applicarla anche ad altre patologie, come forme leucemiche o talassemiche. Per queste ultime, infatti, prima di questa soluzione il trapianto poteva essere effettuato solo in caso di donatore compatibile al 100%. Intanto – aggiunge l’esperto -, i 20 pazienti pediatrici sottoposti al trattamento, sedici italiani e quattro stranieri (di cui due europei e due degli Usa) hanno tutti beneficiato di un recupero immunologico veloce. E solo due sono stati sottoposti all’attivazione del gene suicida, rispondendo perfettamente in 24 ore. Nel periodo successivo al trattamento, inoltre – conclude Locatelli -, le cellule trapiantate nei pazienti possono arrivare a rappresentare il 70% dei linfociti globali circolanti”.

Sono passati sei mesi e Ariel sta bene. “Non ha avuto effetti collaterali – racconta il papà -. Col passare del tempo, le visite di controllo diminuiranno. Per noi resterà un brutto ricordo, lei credo non avrà quasi per nulla memoria di questa esperienza. Un giorno gliela racconterò. Prima, però, io e mia moglie vogliamo provare ad avere un altro figlio. Sappiamo che esiste il 25% di probabilità di trasmettergli la malattia, ma non ci arrendiamo. Ci affideremo, eventualmente, alla diagnosi genetica prenatale. Intanto, appena possibile – conclude Mauro -, la prima cosa che farò è andare a donare il midollo”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione