La prima conseguenza del trionfo di Donald Trump? Il sito del governo canadese dedicato all’immigrazione è diventato irraggiungibile. Nelle ore in cui cresceva la possibilità che il prossimo inquilino della Casa Bianca fosse davvero il candidato repubblicano, migliaia di americani hanno tentato di accedere al portale che spiega come ricevere il visto per il Canada, mandandolo in tilt.
Non solo il crollo del peso messicano né il tonfo delle borse di Tokyo e Hong Kong, quindi, ma anche una spasmodica ricerca di informazioni riguardo la possibilità di allontanarsi dagli Stati Uniti. Il down del sito governativo è stato accompagnato dall’ingresso della chiave di ricerca “Canada” nei Google Trends. Nella notte di mercoledì, tra le 2.30 e le 6, il nome del Paese confinante con gli USA è schizzato tra le parole più ricercate dagli utenti americani.
Da quali regioni in particolare erano collegate le persone? Molte di quelle confinanti con il Canada. Vermont in primis, ma anche New York, Washington, Oregon e Minnesota. E le parole associate? “Immigration website”, “immigration” e “citizenship”. Segnali inequivocabili di quale fosse la ragione dell’improvviso interesse degli americani per i loro vicini, spesso bistrattati.
E infatti i ‘cugini’ del nord non hanno mancato di rimarcare sui social, con grande ironia, come gli statunitensi siano ora pronti a chiedere ospitalità dopo aver spesso evidenziato scarsa considerazione nei confronti del Canada. E’ diventata particolarmente virale l’immagine di un uomo armato in sella a un alce. Eloquente la frase che la accompagna: “La polizia di frontiera canadese alla ricerca di americani illegali”.

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