Un voto per Hillary Clinton o Donald Trump è arrivato nei giorni scorsi dalle stelle. Anche l’astronauta statunitense Shane Kimbrough ha potuto esprimere il suo voto alle presidenziali americane, dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dove si trova in compagnia dei due russi Andrei Borisenko e Sergey Ryzhykov. La procedura è stata stabilita nel 1990, su iniziativa del senatore texano Mike Jackson. A sollevare il problema era stato l’astronauta John Blaha, dispiaciuto di non poter votare mentre era in missione.

Come funziona il voto dallo spazio? Il procedimento è molto semplice: l’astronauta riceve via mail una scheda elettorale protetta da una password, la compila e la rimanda indietro. Un funzionario, ovviamente tenuto alla riservatezza, provvederà poi a copiare il suo voto perché sia contato con gli altri. Kimbrough ha già inviato la sua scheda nei giorni scorsi.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Successivo

Donald Trump, primo effetto del trionfo: il sito per l’immigrazione in Canada è irraggiungibile

next