L’auto connessa passa anche dalla Cina. E non potrebbe essere altrimenti, visto che all’ombra della Grande Muraglia non ci si preoccupa più solo di scopiazzare o acquisire know how dall’estero, col noto meccanismo delle joint venture paritetiche, ma si rilancia comprando vere e proprie case automobilistiche straniere.

Come accaduto nel 2010, quando Geely acquisì quella Volvo che non riusciva più a stare in piedi da sola. Operazione lungimirante, visto che la casa svedese ora prospera, macinando vendite senza sacrificare sicurezza e qualità. Che era quanto si temeva potesse accadere.

Visto che il buco della ciambella è riuscito bene, ora l’asse Pechino-Stoccolma tenta l’upgrade. Proponendo un nuovo marchio automobilistico, dal nome profetico: Lynk & Co. E chi pensa che assomigli a quello di una ditta che si occupa di servizi telematici, non è poi così lontano dal punto.

Il fatto è che il nuovo brand attingerà a piene mani dalla tecnologia Volvo, e anche dal design a giudicare dal suo primo modello, il suv compatto Lynk & Co 01 (foto sopra e gallery). Per offrire ai propri clienti servizi di connettività personalizzati: grazie ad applicazioni specifiche, l’auto potrà essere acquistata online e sarà sempre connessa, ma anche utilizzabie da altri con il sistema del car sharing, facendo così guadagnare soldi al proprietario. Il tutto, e qui sta la novità, promettendo di guardare al mondo del premium senza intaccare la competitività dei propri listini a livello di prezzo.

Gallina dalle uova d’oro? Possibile che non ci abbia mai pensato nessuno finora? In realtà, come spiega il vicepresidente Alain Visser (una vita professionale passata tra Ford e Opel, prima di approdare in Svezia), il merito è di un approccio diverso alle vendite: “dopo il suv, arriveranno una berlina compatta e una coupé a 4 porte: li venderemo allo stesso prezzo in tutto il mondo. Considerando che i costi di distribuzione si aggirano intorno al 25% sul listino di un’automobile, il nuovo modello commerciale permetterà un risparmio superiore alla metà di questa quota, che verrà trasferito direttamente al cliente”. Elucubrazioni da marketing? Il tempo sarà galantuomo.

Nel frattempo, come detto, c’è il prodotto. La cui base è rappresentata dalla piattaforma modulare cino-svedese su cui vedranno la luce anche la futura Volvo XC40 nonché le altre vetture svedesi di taglia media. Anche la Lynk & Co 01 nasce su questa piattaforma e può contare su un sistema di propulsione ibrido, che accanto all’unità elettrica prvede un 1.5 tre cilindri a combustione interna. In attesa di una variante 2.0 4 cilindri e di una elettrica pura, che arriveranno in commercio dopo il debutto dell’apripista ibida, previsto per il 2018.

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