Dopo le indiscrezioni delle scorse settimane, gli azionisti di Volkswagen hanno intentato una nuova causa contro la casa di Wolfsburg  per un risarcimento danni di 8,2 miliari di euro a causa del crollo delle azioni seguito allo scandalo sulle emissioni. Sono più di 1.400 le denunce depositate presso il tribunale regionale di Braunschweig, vicino a Wolfsburg, presentate sia da investitori istituzionali che singoli azionisti. La corte potrebbe aver bisogno di anche 4 settimane per registrare tutte le denunce. In seguito al dieselgate le azioni del titolo Volkswagen hanno perso un terzo del loro valore e gli investitori che hanno fatto causa al gruppo automobilistico sostengono che le perdite subite derivano dalla lentezza con cui si è fatta chiarezza sullo scandalo.

Intanto è stato fissato per l’11 novembre a Bruxelles l’incontro tra Italia e Germania mediato dalla Commissione Ue sulla disputa aperta da Berlino relativa alle emissioni di alcuni modelli auto Fca – Fiat Chrysler. Lo riferisce l’Ansa citando fonti Ue, che confermano che la riunione sarà a livello tecnico e non politico. I servizi della Commissione, per preparare la discussione, hanno chiesto al ministero dei Trasporti italiano di fornire tutti i dettagli tecnici relativi al problema in gioco. L’obiettivo è cercare di facilitare una comprensione comune tra Berlino e Roma, in una procedura prevista dalle regole Ue in caso di divergenze tra un Paese che riscontrasse anomalie in modelli auto omologati in un altro. Spetta infatti al Paese omologatore risolvere il problema. La Commissione svolge quindi un ruolo di mediazione ma non ha altri poteri. E’ la prima volta che uno stato membro fa ricorso a questa procedura, che è fatta scattare dalla Germania tramite l’invio di una lettera con una richiesta formale d’intervento a Bruxelles.

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