Il tribunale di Roma ha accolto il ricorso di tre espulsi dal Movimento Cinque Stelle, estromessi dalle Comunarie della Capitale. Il giudice ha sospeso l’espulsione, ma non si è pronunciato sull’annullamento delle consultazioni online che hanno visto la vittoria di Virginia Raggi, attualmente candidata a sindaco. Ora, dicono i tre ricorrenti, si pone una questione politica: “E’è ingiusto andare avanti con Raggi – dice uno dei tre, Paolo Palleschi – quando alcune persone sono state ingiustamente fatte fuori dalla corsa. Ma la valutazione sul che cosa fare, ora spetta solo al M5S”. Tra gli aspetti sottolineati da Palleschi il fatto che si siano “distinte le due associazioni, ovvero quella creata nell’ottobre del 2009 e quella nata successivamente, ovvero nel 2012 da Grillo, il nipote, un commercialista e Casaleggio”. Si dice soddisfatto l’avvocato Lorenzo Borrè, legale dei tre candidati: “Il provvedimento è stato sospeso e i miei tre assistiti sono stati di fatto reintegrati nell’associazione”. Oltre a Palleschi, gli espulsi erano Antonio Caracciolo – professore universitario accusato di presunte affermazioni negazioniste dell’Olocausto – e Roberto Motta. Il tribunale, dice, Borrè, “non ha escluso l’annullamento, ma non è entrato nel merito. Ora potremmo impugnare con un diverso atto chiedendo l’annullamento delle Comunarie sulla base della sospensione di oggi. Ma prima facciamo appello al Movimento e alla Raggi perché si ripetano le votazioni”.

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