Il Tar di Firenze ha giudicato improcedibile il ricorso del M5s sulla richiesta di accesso agli atti per le spese di Matteo Renzi quando era sindaco. E contestualmente ha condannato Palazzo Vecchio a pagare 3mila euro di spese processuali ai due consiglieri comunali grillini che avevano presentato l’istanza. La sentenza dei giudici amministrativi, pur aprendo una strada alla eventuale trasmissione degli atti in questione, ha provocato reazioni paradossalmente identiche sia da parte dei grillini, sia da parte del Partito democratico.

“Il Tar di Firenze ci ha dato ragione” hanno detto dal Movimento 5 Stelle, secondo cui “il Comune deve consegnarci gli scontrini e le ricevute delle spese di Matteo Renzi risalenti al tempo in cui era sindaco”. Per i grillini “la sentenza è chiara e inequivocabile: ‘L’accesso dei consiglieri comunali – si può leggere nel corpo del testo riportato dai 5 Stelle – è strumento di controllo e verifica del comportamento dell’amministrazione, in funzione di tutela di interessi non individuali, ma generali, e costituisce espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza esponenziale della collettività'”. “Anche per questa ragione – hanno continuato i parlamentari M5S – il Comune di Firenze è stato condannato al pagamento delle spese legali nei confronti di due consiglieri comunali del M5S che hanno fatto richiesta di accesso agli atti. Ora non ci sono proprio più scuse e il sindaco Nardella, piuttosto che difendere il suo capo Renzi, rispetti i cittadini italiani che vogliono sapere come Renzi ha speso i fondi pubblici, cioè i soldi di noi tutti”. I 5 Stelle, dopo la pronuncia del Tar, hanno deciso di recarsi con una folta delegazione di parlamentari lunedì prossimo a Palazzo Vecchio, per chiedere che le spese vengano rese note e tentare di risollevare il polverone sulla vicenda.

“Il Tar di Firenze ha dato ragione al MoVimento 5 Stelle – ha scritto Luigi Di Maio su Facebook– Avevamo portato in tribunale il Comune di Firenze perché il Sindaco Nardella si rifiutava di consegnarci gli scontrini, le ricevute e i rimborsi delle spese di Matteo Renzi, risalenti a quando era Sindaco. Si tratta di ricevute e scontrini che coinvolgerebbero Renzi in uno scandalo così grande che Fiorito ‘Er Batman’ sembrerebbe un santo”. Per il vicepresidente della Camera, “ieri abbiamo vinto il ricorso – ha aggiunto – e il Sindaco è stato condannato anche a pagare le spese legali, quindi ora non ci sono più scuse: il Comune di Firenze dovrà tirare fuori gli scontrini di Renzi. Ma a questo punto perché Renzi -ha concluso il membro del direttorio M5s – se non ha nulla da nascondere, non li pubblica direttamente lui?”.

In serata è arrivata anche la nota dei consiglieri comunali del M5s, che hanno annunciato la presentazione di “una nuova richiesta di accesso alla documentazione relativa alle spese effettuate da Renzi quando era sindaco, più circostanziata, in base alle indicazioni della sentenza del Tar”. “Il Tar dice che circostanziando la domanda di accesso il Comune è tenuto a consegnare gli atti – ha aggiunto il consigliere Arianna Xekalos – Noi lo faremo e a quel punto vedremo come farà Palazzo Vecchio ad opporsi ancora alle nostre richieste”.

Non la pensa così, invece, il Partito democratico. “Che mondo sarebbe senza i Cinque Stelle? Il loro delirio quotidiano si arricchisce oggi di una nuova perla: il totale fraintendimento di una sentenza” ha detto Stefano Esposito, senatore dem. Secondo il parlamentare, “il Tar ha definito improcedibile il ricorso presentato dai consiglieri comunali di Casaleggio&Co sulle spese di rappresentanza dei sindaci Renzi e Nardella, ma loro, in preda a stato confusionale con un preoccupante distacco dalla realtà, dichiarano a raffica che il tribunale gli ha dato ragione. L’episodio, che arriva dopo le prodezze di Quarto, Livorno, Bagheria – ha continuato Esposito – ci conferma che il M5S è un’autentica mina vagante, totalmente impreparata a governare. Chi non sa leggere un atto giudiziario non è in grado di amministrare un condominio. Figuriamoci un Comune”.

Sulla stessa linea d’onda la presa di posizione di Andrea Romano: “M5s prova a suonare la grancassa sulla vicenda degli scontrini ma finisce suonato. La Corte dei Conti era stata già chiarissima sulla vicenda, ora anche il Tar rigetta il ricorso portato avanti dai consiglieri a 5 stelle. Insomma l’ennesima bufala dei grillini”. A sentire l’ex esponente Scelta Civica, “l’unica cosa che non è chiara in questa vicenda è se il direttorio non sia stato in grado di capire cosa c’era scritto nella sentenza del Tar o abbia pateticamente raccontato una delle tante balle che corredano la narrazione grillina. In tutti i casi – ha continuato – anche oggi i 5 stelle hanno offerto una dimostrazione, per essere buoni, di cialtroneria. A questo punto la Casaleggio associati dovrebbe predisporre per i suoi parlamentari anche un corso di lettura e soprattutto di comprensione dei testi. Manco le basi, come direbbero fini giuristi”.

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