L’ufficio anti-frode del Regno Unito ha ottenuto mandati di arresto europei per quattro banchieri tedeschi e un francese che devono rispondere dell’accusa di aver cospirato per manipolare il tasso Euribor. Nel mirino del Serious fraud office sono finiti gli ex dipendenti di Deutsche Bank Kai-Uwe Kappauf, Joerg Vogt, Andreas Hauschild e Ardalan Gharagozlou e Stephane Esper, ex trader di Société Générale. I cinque, a differenza di altri sei coinvolti nell’indagine, non si erano presentati all’udienza alla corte londinese di Westminster dell’11 gennaio sulla presunta manipolazione del tasso a cui sono agganciate le rate dei finanziamenti a tasso variabile. Dovrebbero essere processati a settembre a Londra con altri sei imputati dell’istituto tedesco e di Barclays.

In totale sotto accusa da parte dell’ufficio anti-frode britannico ci sono 10 uomini e una donna. A tutti viene contestato di essersi accordati per manipolare il tasso che, come il Libor (London Interbank Offered Rate), è un punto di riferimento per quelli applicati a migliaia di miliardi di dollari di prodotti finanziari e prestiti a livello globale. Gli altri accusati sono il banchiere di Singapore Christian Bittar, ex stella dei trader di Deutsche Bank, gli ex trader di Barclays, Philippe Moryoussef, Colin Bermingham, Sisse Bohart, Carlo Palombo e Achim Kraemer, ancora in forze a Deutsche, sono gli altri accusati di aver manipolato il tasso.

A dicembre 2013 l’Antitrust europea aveva multato per 1,7 miliardi di euro Deutsche Bank, Société Générale ma anche Rbs, Jp Morgan, Citigroup e Royal Bank of Scotland per un accordo di cartello finalizzato a manipolare il tasso. Barclays non ha subito alcuna sanzione perché, rivelando l’esistenza del cartello, ha ottenuto l’immunità.

Il Fatto Economico - Una selezione dei migliori articoli del Financial Times tradotti in italiano insieme al nostro inserto economico.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Buste arancioni, Boeri: “Entro il 2016 arriveranno anche ai dipendenti pubblici e ai privati non digitalizzati”

next
Articolo Successivo

Telecom, lascia l’amministratore delegato Marco Patuano. Il socio francese Vivendi cerca il successore

next