Alla vigilia dell’ottavo anniversario dalla produzione della sua prima auto di serie, datata 18 marzo 2008, Tesla si appresta a presentare l’auto che dovrà imprimere una svolta al suo destino industriale. E se la pionieristica Roadster non è più prodotta dal 2012, la gamma attuale è praticamente costituita dalla sola Model S, in attesa che la commercializzazione del suv “ecologista” Model X entri a pieno regime.

Sulla Model 3, dunque, sono riposte grandi aspettative e la presentazione prevista per il 31 marzo sarà il primo passo per capire se l’auto sarà in grado di soddisfarle. Le uniche due caratteristiche certe, finora, sono l’autonomia di almeno 300 km e un prezzo paragonabile a quello di una BMW Serie 3, con prestazioni più vicine a quelle della versione “M”.

Almeno 40.000 euro dunque, che non sono pochi in assoluto ma sempre di meno degli 85.000 che servono per una Model S e comunque è una cifra allineata a quella della concorrenza. Rispetto alla Model S sarà più piccola, più leggera e più efficiente, visto che quasi sicuramente avrà anche una nuova piattaforma. I tempi di produzione e vendita, invece, sono meno positivi, dal momento che non se ne parla prima del 2017.

Questo perché le batterie della Model 3 verranno costruite nella nuova “Gigafactory”, cioè la fabbrica che Tesla sta costruendo in Nevada e che servirà di supporto al drastico aumento della produzione previsto con il nuovo suv e la berlina media. Infatti, se finora la casa di Palo Alto ha venduto poco più di 107.000 auto in tutta la sua storia, con la Model 3 e la Model X questo numero dovrebbe essere raggiunto ogni anno. Un obiettivo ambizioso, ma almeno è già supportato da una rete di ricarica ultrarapida che conta più di 3.500 stazioni e 6.600 colonnine in tutto il mondo.

Nel frattempo, lo sviluppo della Model S non rimane certo fermo e, dopo l’uscita di produzione della batteria da 85 kWh, con una gamma polarizzata sulla 70 kWh e sulla 90 kWh, sembra che sia in arrivo un pacco batterie ancora più potente, da 100 kWh. Lo ha scoperto Jason Hughes, un hacker già noto ai “tesliani” perchè, oltre che divertirsi a studiare tutti i software della Casa di Palo Alto, utilizza le batterie dismesse delle Model S per alimentare la propria casa. Hughes si è rivolto via Twitter direttamente a Elon Musk, l’eccentrico patron della Tesla, affermando di “conoscere il suo segreto” e spiegando di aver trovato i riferimenti a una futura versione P100D nell’ultimo firmware di aggiornamento. Musk, dal canto suo, ha risposto con una battuta ma senza negare.

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