Tagli per due anni che hanno portato 18 miliardi di risparmi. E’ il risultato delle iniziative per la revisione della spesa, prese tra 2014 e 2015 dal Governo. A dirlo è il ministero dell’Economia che torna su una questione che era stata affrontata, in termini più critici, dal presidente della Corte dei Conti, all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Raffaele Squitieri aveva parlato tra l’altro di un “insuccesso” perché la revisione sulla spesa pubblica è stata caratterizzata in certi momenti come un taglio generalizzato che ha creato da una parte pochi risparmi e dall’altra inefficienze nei servizi destinati ai cittadini. 

Alla cifra di 18 miliardi, spiega il ministero, devono essere aggiunti i provvedimenti (anche quelli della legge di Stabilità) che nel 2016 realizzeranno risparmi per 25 miliardi di euro nel 2016 e altri 3,6 miliardi del 2014. Il totale da quando si è insediato il governo Renzi è dunque di oltre 46 miliardi. I fondi, precisa Via XX Settembre, saranno utilizzati per “finanziare alcune delle misure a sostegno della crescita e dell’occupazione“.

Spiega il ministero che “lo spirito” della spending review consiste “in interventi di razionalizzazione connessi a cambiamenti dei meccanismi di spesa e degli assetti organizzativi delle amministrazioni, dall’aumento dell’efficienza della fornitura di beni e di servizi da parte della pubblica amministrazione e dall’abbandono di interventi considerati obsoleti. Questi interventi non sono semplicemente ‘tagli’. Come nel caso della riduzione delle centrali di acquisto da 35mila a 35 (risultato già conseguito nel campo degli acquisti sanitari), si tratta spesso della revisione di processi complessi e consolidati. Il risultato della revisione può essere un risparmio netto o la liberazione di risorse da reimpiegare nella strategia del governo”.

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