Una nuova decapitazione. Lo Stato Islamico minaccia la Russia, postando su internet un filmato, pubblicato da Site, in cui mostra l’uccisione di “un agente ceceno arruolato dall’intelligence russa”. Il filmato della lunghezza di 8 minuti e sottotitolato in arabo, diffuso dalla roccaforte jihadista in Siria di Raqqa, mostra il prigioniero in ginocchio con indosso la divisa arancione dei detenuti di Guantanamo e il boia per la prima volta con il volto scoperto e raccoglie “le confessioni dell’agente infiltrato nella fila dell’Is”, che dichiara di aver “combattuto con l’Is in Iraq” prima di essere scoperto. Nelle “confessioni” il presunto agente russo riferisce di aver avuto il compito di raccogliere informazioni sui jihadisti che stanno per rientrare in Russia e su eventuali piani di attentati.

E’ il primo video di un prigioniero russo decapitato e arriva dopo l’avvio della campagna di bombardamenti di Mosca in Siria contro l’Isis. Prima di mostrare la decapitazione dell’ostaggio, il boia parla in russo minacciato il “cane Putin” e afferma che “il popolo russo non avrà sicurezza nelle proprie case”. “Sangue in cambio del sangue, distruzione in cambio di distruzione”, dice il jihadista in riferimento ai raid aerei russi contro l’Is in Siria avviati lo scorso 30 settembre. L’uomo a volto scoperto parla quindi dei raid, “prima” quelli del regime siriano di Bashar al-Assad, poi quelli “degli americani” e afferma: “Ora, i vostri raid stanno solo uccidendo donne e bambini e anziani”.

Il Fatto Internazionale - Le notizie internazionali dalle principali capitali e il dossier di Mediapart

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Guantanamo, 13 anni in cella per errore. Usa: “Non era un membro di Al Qaeda”

next
Articolo Successivo

Caccia abbattuto, Russia: “Turchia e famiglia Erdogan trafficano petrolio con Isis, ecco le prove”. Usa: “Accuse assurde”

next