I resti di 80 donne della minoranza Yazide sono stati ritrovati in una fossa comune a Sinjar, nel nord-ovest dell’Iraq vicino al confine siriano. Secondo il sito curdo Rudaw a fare la scoperta sono stati i miliziani Peshmerga entrati in città, dopo averla strappata al controllo dei combattenti dello Stato islamico che l’avevano conquistata 15 mesi fa. “Uccidere queste innocenti è uno dei crimini commessi dallo Stato islamico contro i curdi yazidi”, ha detto Qasim Simo, capo dell’apparato di sicurezza di Sinjar.

Le vittime, ha aggiunto, sono state tutte probabilmente uccise nell’agosto del 2014, quando i jihadisti dell’Isis si impadronirono di Sinjar, massacrando migliaia di appartenenti a questa minoranza da loro giudicata “eretica” e riducendo a schiave sessuali molte donne. Un video postato da Rudaw mostra brandelli di vestiti, scarpe, banconote, monili e altri oggetti appartenuti alle vittime e ritrovati nella fossa, tra cui un bastone per aiutarsi a camminare. Secondo il capo dell’apparato di sicurezza di Sinjar, nell’area potrebbero esservi in tutto una quindicina di fosse come questa.

La massiccia offensiva dei soldati del Kurdistan iracheno era iniziata il 12 novembre con l’appoggio di intensi raid aerei della Coalizione internazionale a guida americana.

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