Papa Obama 8 675E’ possibile tentare un bilancio a freddo del viaggio di Papa Francesco negli Stati Uniti? E’ possibile cercare il significato di questo evento quando i riflettori sono spenti e il clima euforico lascia spazio alla riflessione? Ci sono alcuni elementi apparentemente marginali che meritano la nostra attenzione. Come insegnano i negoziatori è nei dettagli che lavora il diavolo.

Abbiamo notato la freddezza diplomatica di Obama da padrone di casa che conosce le regole dell’ospitalità. Il mancato applauso di metà del Congresso quando il Papa ha parlato contro la pena di morte. La indispettita reazione di parte della stampa americana per il ruolo quasi da mediatore assunto dal Papa nella vicenda cubana. Piccoli segnali che non hanno rovinato la festa, quasi soffocati dal bagno di folla e dai commenti entusiastici delle più importanti Tv americane.

Eppure se guardiamo ai caratteri non transeunti della relazioni fra Chiesa e governo degli Stati Uniti, la tendenza sembra delineare le differenze (se non i contrasti) di un domani forse prossimo.

Come è noto lo stato della relazioni fra Vaticano (non Chiesa Cattolica) e Stati Uniti d’America ha subito un andamento oscillante. Il governo americano ha riconosciuto solo qualche decennio fa lo Stato del Vaticano inviando un ambasciatore e aprendo una sede diplomatica.

Questo passo è maturato nel tempo e ha portato il governo americano a distinguere fra Chiesa e Stato giuridico del Vaticano.

Ma il Papa è capo della Chiesa e capo dello Stato.

Nelle previsioni (o aspettative) del governo americano la Chiesa cattolica sarebbe diventata il prezioso braccio spirituale contro il comunismo e contro l’invadenza dell’Islam. Ma non è così. La Chiesa cattolica – proprio per bocca di Papa Francesco –insiste sul dialogo e mostra una autonomia nelle relazioni internazionali che deriva dal messaggio evangelico.

Il riconoscimento della Palestina, l’apertura a Cuba, l’incontro con le chiese russe sono passi concordati o sono momenti di questa autonomia?

Lasciamo aperto questo interrogativo. Napoleone diceva che lo spirito non può rimanere a lungo alleato della spada. La storia si incaricherà di dare una risposta e come sappiamo la storia ha più fantasia degli uomini.

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