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Spese pazze Emilia, nuovi indagati in Regione: sono 5 ex consiglieri An, Pdci, Udc

Gli investigatori dopo essersi concentrati sulla legislatura 2010-2014, hanno analizzato gli scontrini del periodo 2005-2010 e in particolare l'ultimo anno e mezzo di quel mandato. A ricevere l'avviso di fine indagine anche Enrico Aimi, ora eletto nei banchi di Forza Italia
Spese pazze Emilia, nuovi indagati in Regione: sono 5 ex consiglieri An, Pdci, Udc
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Cinque ex consiglieri regionali dell’Emilia Romagna hanno ricevuto un avviso di conclusione indagini dalla procura della Repubblica di Bologna per la vicenda dei rimborsi spese. L’accusa per tutti è quella di peculato: i politici – secondo le pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, che lavorano coordinate dal procuratore aggiunto Valter Giovannini – avrebbero utilizzato i fondi pubblici concessi ai gruppi per finalità non inerenti con il loro mandato. Sotto la lente dei magistrati c’è in questo caso la legislatura 2005-2010 e in particolare l’ultimo anno e mezzo di quel mandato.

A quanto risulta gli indagati sarebbero Gioenzo Renzi, Luca Bartolini, Alberto Vecchi ed Enrico Aimi (tuttora in carica), tutti dell’allora Alleanza nazionale, ai quali verrebbe contestata in totale una cifra di circa 230mila euro. Alla capogruppo Udc Silvia Noé sarebbe contestata la cifra di 100 mila euro circa. A Donatella Bortolazzi, del partito dei Comunisti italiani, circa 75mila euro.

Una prima parte dell’inchiesta della Procura si era concentrata sulla legislatura 2010-2014 e aveva portato le pm a chiedere il processo per 40 consiglieri, di tutti i partiti (tra loro anche gli stessi Vecchi, Aimi, Bartolini e Noè). Per alcuni gruppi l’udienza preliminare si è conclusa, per altri invece non è ancora stata fissata. Quell’indagine portò a galla l’uso di denaro pubblico per cene, pernottamenti in hotel, acquisti che nulla avrebbero a che vedere con le funzioni di consigliere.

Ma gli investigatori non si sono fermati dopo quella prima tranche di indagini. Gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bologna hanno infatti continuato a lavorare su ricevute e scontrini degli anni 2009-2010, che erano stati sequestrati in un maxi-blitz in regione. Le indagini, dopo i primi avvisi, ora proseguono anche riguardo agli altri partiti che allora sedevano in consiglio regionale e non è escluso che presto possano esserci altre novità.

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