“Avviso ai naviganti delle terre e dei mari di agosto: chi beve non è figo, è un coglione!”. È il post “sgarbato” del direttore della Asl di Lecce, Giovanni Gorgoni, che interviene così sulla moda dello sballo in Salento, definito il divertimentificio d’Italia. Sono passate 48 ore dalla morte in discoteca di Lorenzo Toma, cinque o sei dal responso dell’autopsia che, in attesa dell’esito degli esami tossicologici, ha chiarito almeno un punto: il ragazzo era affetto da una malformazione al cuore. I soccorsi di giovanissimi in preda ai fumi dell’alcol, però, continuano ad aumentare. Non c’è solo il caso dei quattro minori ricoverati al Perrino di Brindisi dopo il falò e le bevute in spiaggia.

Da una parte all’altra della costa leccese, negli ultimi giorni, è corsa in ambulanza. E il direttore Asl sbotta, con un post su Facebook da 3500 condivisioni in una sera e una frecciata anche alle famiglie: “Nella passata notte di San Lorenzo di cadente c’era ben altro che le stelle: (s)cadenti il buon senso, la responsabilità per la propria salute, la logica del gruppo (o branco?) e la premura verso i propri figli. Scadente, tutto sommato, l’amore per la vita. Nella sola notte di ieri, il Servizio 118 della mia Asl è stato costretto a intervenire in undici casi per stato di ebbrezza: undici potenziali tragedie ma anche undici ambulanze sottratte a chi poteva seriamente averne bisogno per stati di malattia. Degli undici, ben sei erano minorenni. I pochi denari che lo Stato mi passa mi servono per curare malati di cancro, persone con disabilità, pazienti cronici e non autosufficienti. Possibilmente non i ‘bimbominkia’ grandi e piccini in cerca del fottutissimo quarto d’ora indimenticabile. Avviso ai naviganti delle terre e dei mari di agosto: chi beve non è figo, è un coglione!”.

I toni ricordano quelli del tweet della discordia: “Se le famiglie esercitassero un po’ più di controllo sui figli non morirebbe un 18enne la settimana in disco. Se non sai educare, non procreare”, scritto da Francesco Errico, sindaco di Gallipoli, che poi si è dimesso due giorni dopo ma per problemi interni alla sua maggioranza. Poi aveva chiesto scusa: “Non volevo offendere la famiglia di Lorenzo, ma attaccare una società che non protegge i ragazzi”.

A lui, però, aveva dato ragione il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori: “Se le famiglie fossero più responsabili non ci sarebbe alcun bisogno di leggi e gruppi di pressione per garantire ai minori la tutela dei loro diritti. Più che primarie agenzie di socializzazione sono divenute uffici deleganti”.

Parole che, rovesciate in un contesto come quello leccese, qui e ora, provocano più di qualche scossa. Il Salento scoppia, in questa che è l’estate dei record: un milione di presenze turistiche in queste settimane, a fronte di una popolazione di poco meno di 900mila abitanti, un trend da +30 per cento e, a Gallipoli, da +40 per cento, stando ai dati diffusi dalla Prefettura di Lecce. Per oggi è convocato nuovamente il comitato per l’ordine e la sicurezza, anche per valutare eventuali provvedimenti a carico della discoteca in cui Lorenzo è morto.

Avviati controlli a tappeto nei locali e lungo le strade: fioccano arresti per spaccio e multe agli automobilisti in stato di ebbrezza. Per i quattro giorni clou del mese (12, 14, 15, 16 agosto), sono in arrivo rinforzi: 130 in totale, tra poliziotti e carabinieri. L’ok da Roma, però, è stato ottenuto solo dopo la tragedia di Lorenzo.

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