Un’ingiunzione di pagamento di 3.074 euro a titolo di arretrati dopo la bocciatura del blocco delle indicizzazioni delle pensioni da parte della Corte Costituzionale. E’ quanto è stato stabilito in un decreto ingiuntivo del 29 maggio dal Tribunale di Napoli, sezione lavoro, che ha accolto il ricorso di un pensionato partenopeo presentato prima che il governo annunciasse il decreto sui rimborsi delle pensioni. E’ quanto riferisce l’avvocato Vincenzo Ferrò, che ha assistito il pensionato.

Secondo il Codacons, la decisione apre la strada a migliaia di pronunce analoghe in tutta Italia in favore dei pensionati. Il Ministero del Lavoro, ha risposto ricordando che i ricorsi dovranno tenere conto del decreto presentato dal Governo. “Si tratta di una decisione importantissima, che avalla la class action avviata dal Codacons alla quale hanno già aderito oltre 5mila pensionati attraverso l’invio di una diffida all’Inps e al Ministero del lavoro – spiega il presidente Carlo Rienzi – Se non saranno restituiti integralmente i soldi sottratti agli utenti che hanno partecipato alla nostra azione collettiva, scatteranno migliaia di analoghi ricorsi che potranno contare sull’importante precedente del Tribunale di Napoli”.

E il Codacons attacca duramente le affermazioni odierne del ministero del Lavoro tese ad indurre i pensionati ad evitare i ricorsi. ”L’errore del Ministero è evidente – spiega Rienzi – Il decreto, infatti, vale per il futuro, ma non cancella i diritti acquisiti dai pensionati nel passato, e la sentenza della Consulta interessa proprio le pensioni pregresse per le quali è ampiamente legittimo proporre ricorso”. In tal senso il Codacons invita tutti i pensionati danneggiati dalla legge Fornero ad aderire alla class action presente sul sito www.codacons.it.

Il Fatto Economico - Una selezione dei migliori articoli del Financial Times tradotti in italiano insieme al nostro inserto economico.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Università, terremoto sul consorzio degli errori. ‘Basta milioni senza gare a Cineca’

next
Articolo Successivo

Enit, commissario senza poteri e stipendio. Il finto rilancio del turismo

next