Sabato mattina, stazione di Conegliano Veneto. Un gruppo di autonomia, così sono chiamati i ragazzi dell’Aipd sezione Marca Trevigiana affetti dalla sindrome di down che hanno a disposizione un weekend all’anno per gestirsi una vacanza in completa autonomia con la supervisione di un educatore, ha avuto la spiacevole sorpresa di trovare un addetto di Trenitalia che si è rifiutato di fare loro i biglietti perché la procedura sarebbe troppo lenta e avrebbe fatto perdere tempo alle persone in fila. I portatori di handicap hanno diritto a saltare la fila e in ogni caso, come gli educatori sottolineano, integrazione vuole anche dire mettersi in coda insieme a tutti gli altri e aspettare il proprio turno.

“Ogni volta che i nostri ragazzi si presentano a uno sportello c’è il pregiudizio e tutti vogliono parlare con l’educatore, non tengono conto che loro sono perfettamente in grado di capire. Questo progetto fa si che i ragazzi si possano integrare ed essere autonomi. La cosa che ci ha lasciati a bocca aperta è, oltre la maleducazione dell’operatore, il fatto che le persone in fila sono passate davanti non curanti della grave discriminazione e hanno proseguito facendo i loro biglietti lasciando i nostri ragazzi in disparte facendo perdere loro il treno” afferma la dottoressa Eliana Pin coordinatrice del AIPD Sezione Marca Trevigiana.

Il gruppo di autonomia ha perso il treno delle 9,40 ed è riuscito a partire per Venezia solo alle 11. “Purtroppo per fare i biglietti con la carta blu l’unico modo che Trenitalia ci mette a disposizione è andare allo sportello perché non è possibile né farli online, né dalla biglietteria automatica in quanto richiede la compilazione dei dati. Non è colpa nostra se la procedura è lenta, è un problema solo di Trenitalia che ad oggi nonostante la denuncia su Facebook dell’accaduto non ci ha ancora chiamati per chiederci scusa” continua la coordinatrice Eliana Pin.

Sulla pagina dell’associazione troviamo scritto: “Sabato un operatore di Trenitalia della biglietteria di Conegliano si è rifiutato di emettere i biglietti ai nostri ragazzi, regolarmente in fila, perché secondo lui “lenti”, e ha invitato la gente in coda a passare, facendo perdere loro il treno. A Mestre un altro bigliettaio dice “E’ un bene per la comunità se fanno gli accompagnatori per loro. Ascoltate me che ho esperienza, non sono in grado”. Siamo indignati e ci aspettiamo delle scuse Trenitalia”

I ragazzi hanno trovato infatti lo stesso fare strafottente nella stazione di Mestre dove questa volta l’operatrice che segue il percorso del gruppo di autonomia ha preso in mano la situazione e ha ribadito che il “problema” non è dei ragazzi ma è un problema tecnico che Trenitalia deve risolvere. Avviliti e demoralizzati sono riusciti a completare la loro gita con l’amaro in bocca. Un weekend all’anno hanno a disposizione questi giovani che cercano solo un po’ di normalità in una società ancora piena di pregiudizi e di ignoranza.

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