“Il G8 di Genova ha segnato un punto di non ritorno e prima di affrontare altri appuntamenti importanti in ordine pubblico, c’era la consapevolezza che dovesse esserci una svolta, sotto tutti i punti di vista, non solo per i reparti mobili”. Su queste basi, spiega al Fatto Quotidiano Girolamo Lacquaniti, responsabile del settore stampa del Dipartimento di pubblica sicurezza, nel 2008 è nata la Scuola di formazione per l’ordine pubblico. In questa struttura, a Nettuno, poco distante da Roma e creata su impulso dell’ex capo della Polizia Antonio Manganelli, vengono a formarsi varie figure professionali: dai reparti mobili ai funzionari. Lo scopo? Arrivare a un diverso approccio culturale all’ordine pubblico. E per questo la formazione, che va dall’una alle due settimane, comprende sia una parte di addestramento fisico e strategico, ma anche una formazione teorica e psicologica. Poi la parte operativa: qui si provano anche le cariche e si simulano momenti di tensione, tutto per testare gli agenti, “cercando di prevenire poi l’errore”. “Questo è tra gli istituti di formazione della polizia più grandi e significativi”, spiega il direttore del centro Stefano Valeri. “Chi ha responsabilità di direzione e comando – continua Lacquaniti – deve capire che ci sono situazioni di stress che più facilmente possono generare un errore. Tutto quello che viene fatto qui è atto a generare una cultura diversa: per questo si parla di servizi di mediazione fatti dalla Digos, di servizi di pianificazione fatti dalla questura e anche di comunicazione, perché aiuta a stemperare gli animi”, conclude il direttore della comunicazione di Chiara Carbone e Silvia D’Onghia

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