È giusto dare incentivi statali a chi già è in grado di spendere più degli altri per acquistare un’auto di lusso, benché elettrica? La questione è politica, riguarda la Tesla Motors ed è stata sollevata negli Stati Uniti. I numeri non mentono e raccontano che la maggior parte delle agevolazioni vanno a consumatori che guadagnano almeno il doppio della media nazionale e decidono di investire nelle vetture di Elon Musk. Ted Gaines, senatore repubblicano della California, ha espresso i suoi dubbi a Bloomberg. “È difficile spiegare al californiano medio perché una persona che compra un’auto da 100.000 dollari dovrebbe avere un incentivo, in realtà è dura da capire anche per me”. Di qui la proposta di destinare gli aiuti statali solo ai modelli elettrici che non costino più di 40.000 dollari.

La soglia è prudenziale, perché quasi un quinto degli incentivi erogati dalla California sono stati destinati a Model S che costavano più di 71.000 dollari e del resto è lì che si vende il 20% dell’intera produzione Tesla. Sul 203 milioni di dollari allocati dal 2010, infatti, 34 milioni sono andati a neo-proprietari di vetture “made in Palo Alto”, praticamente circa il doppio di quelli ricevuti da chi ha acquistato una Nissan Leaf. Ma sembra che lo scenario muterà in ogni caso, perché lo Stato più famoso della West Coast sta pensando di riscrivere le regole tenendo conto del reddito di chi acquista. E se si pensa che il 77% degli acquirenti guadagna più di 100.000 dollari all’anno, si capisce anche perché in California si concentra il 40% dell’intero mercato dei veicoli elettrici e plug-in degli Stati Uniti.

Insomma, tra Los Angeles e San Francisco si spendono un sacco di soldi in automobili e molti di questi in modelli a bassissimo impatto ambientale, ché da quelle parti la coscienza “green” è molto ben sviluppata. Ma nemmeno nel resto degli Usa si scherza visto che attualmente i tre quarti degli stati mettono a disposizione almeno un tipo di incentivo per veicoli a basse emissioni, sebbene con criteri anche molto diversi (per esempio la dimensione del pacco batterie). Si va dai 2.500 dollari della California ai 19.000 di Washington, a cui vanno sempre aggiunti i 7.500 dollari di credito sulle tasse riconosciuti dal Governo.

Secondo Tesla Motors, invece, il problema sta tutto da un’altra parte: “La proposta del senatore Gaines mostra il suo disappunto per la decisione di costruire la nostra fabbrica di batterie da 5 miliardi di dollari nel Nevada anziché nel suo distretto”, ha dichiarato Diarmuid O’Connell, responsabile della pianificazione economica di Tesla, parlando della cosiddetta Gigafactory. “La sua volontà di punire un’azienda che ha creato oltre 8.000 posti di lavoro diretti in California in cinque anni, privilegiando imprese come Toyota e Nissan, che l’hanno abbandonata per il Texas e il Tennessee, mi sembra una reazione alquanto bizzarra”. La morale della favola è che Tesla ha fatto un “dispetto” allocando un investimento importante fuori dal suo Stato di nascita, laddove qualcuno si è offeso e cerca un modo per vendicarsi. Tutto il mondo è paese.

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