L’organo di regolazione delle comunicazioni statunitensi ha deciso oggi in tarda serata sulla net neutrality.

Le proposte del Presidente Tom Wheeler sono state approvate e prevedono l’impossibilità per i fornitori della banda larga di bloccare o rallentare il traffico web adducendo motivi legati al pagamento di somme aggiuntive. Le stesse norme prevedono la riclassificazione del broadband come servizio pubblico, sottoponendo il servizio stesso ad una normativa più stringente.

La parte più controversa della decisione della Fcc riclassifica i servizi di telecomunicazione a banda larga fissa e mobile come un servizio di telecomunicazioni a tutti gli effetti, con i fornitori assoggettati alle stesse regole dei fornitori di servizi di pubblica utilità ai sensi del titolo II della norma Statunitense del  Communications Act. Questo porta i servizi Internet sotto lo stesso tipo di regime normativo previsto da servizi di telefonia fissa e mobile vocale ed esclude la possibilità per gli operatori di Telecomunicazioni di disporre servizi preferenziali a pagamento.

In base a queste regole i giganti del web non dovrebbero pagare somme aggiuntive in caso di occupazione di maggiore banda per i propri servizi. Si pensi ad esempio al caso di Netflix, il famoso servizio di streaming online on demand, accessibile tramite un apposito abbonamento, che è presente in tutto il mondo (Cuba Compresa), ma non in Italia.

Il Consiglio della Autorità di regolazione si è spaccato a metà tra i commissari democratici ed il presidente Tom Wheeler, che hanno votato a favore, ed i Consiglieri Repubblicani che hanno votato contro. E’ finita insomma 3 a 2.

A favore della Net neutrality si era espresso con un endorsement senza precedenti lo stesso Barack Obama, mentre Google, nelle ultime settimane, dopo aver appoggiato con decisione le nuove regole, aveva espresso perplessità sulle nuove norme, pur rimarcandone l’utilità.

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