Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha detto di essere molto preoccupato per il possibile acquisto di Rcs Libri da parte di Mondadori. “E’ troppo rischioso”, ha scritto su Twitter, “che una sola azienda controlli metà del mercato”. La notizia è stata annunciata nelle scorse ore dalle due società dopo settimane di indiscrezioni. La casa editrice della famiglia Berlusconi ha dichiarato di essere pronta a rilevare Rizzoli, Bompiani e Fabbri. In questo modo allargherebbe la sua quota di mercato fino ad arrivare a ridosso delle soglie previste dall’Antitrust. “Ci sono”, ha detto Franceschini, “organi e Autorità che valuteranno in base alle norme tutti i profili dell’operazione. Ma non c’è settore più delicato e sensibile per la libertà di pensiero e di creazione del mercato dei libri. E’ legittimo chiedersi con preoccupazione come funzionerebbero le cose in un paese con un’unica azienda che controlla la metà del mercato, con l’altra metà frammentata in piccole e piccolissime case editrici”.

Timori condivisi anche dalla deputata e responsabile cultura del Partito democratico Lorenza Bonaccorsi: “È legittima la preoccupazione. Naturalmente gli organi preposti analizzeranno e valuteranno questa iniziativa, ma è evidente che il quadro del mercato dei libri, settore cruciale per la libertà di pensiero e per il paese, che si creerebbe in seguito a tutto ciò sarebbe di un settore spaccato a metà, con un colosso da una parte e tante piccole case editrici dall’altra”. Intanto il titolo di Rcs è salito all’indomani dell’offerta della Mondadori per il settore libri. Da inizio anno il titolo ha guadagnato oltre il 38%, avendo toccato il 14 gennaio il suo minimo storico a 0,81 euro. Bene anche Mondadori, con il titolo a +1,3%.

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