Paura e gente in strada questa mattina intorno alle 8 sull’Appennino tosco-emiliano: una scossa di terremoto di magnitudo 4.1 è avvenuta alle 7.51 nel distretto sismico Appennino-pistoiese. L’epicentro è in prossimità dei comuni bolognesi di Camugnano e Castiglione dei Pepoli e di quello pratese di Vernio. Il sisma è stato stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv tra le province di Bologna e Prato a una profondità di 10 chilometri ed è stato preceduto da è stato preceduto da 50 eventi, avvenuti oggi a partire dalle ore 4.39 italiane, con magnitudo fino a 3.2. I sindaci dei tre paesi hanno deciso di chiudere le scuole per precauzione. Per ora non ci sono segnalazioni di danni. Il terremoto è stato distintamente avvertito anche a Bologna tanto che molte persone si sono rivolte ai vigili del fuoco per avere informazioni. Nei Comuni dell’epicentro sono in corso verifiche sugli immobili pubblici e privati.

“Non ci sono stati né danni né segnalazioni, per ora solo paura”, con tanta gente che preferisce rimanere fuori di casa in attesa della fine dello sciame sismico. Il sindaco di Castiglione dei Pepoli, Maurizio Fabbri, è al lavoro dalla prima mattina: “Ho fatto chiudere le scuole questa mattina alle 6.30 – ha spiegato il primo cittadino – e ho fatto aprire e riscaldare il palazzetto dello sport, così le persone in strada da questa notte possono andare lì a riscaldarsi, c’è anche la Croce rossa”. Il sindaco e l’amministrazione si trovano ora nella biblioteca comunale: “Siamo qui al sicuro – ha concluso – il Comune è chiuso, soltanto al piano terra sono aperti gli uffici dell’Urp per eventuali segnalazioni”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Parma, colpi di spranga e slogan “Viva il Duce”. Blitz fascista contro casa occupata

prev
Articolo Successivo

Marco Pantani, la madre: “Se archiviano il caso mi incateno davanti alla Procura”

next