Sembrava una bomba, ma era solo una multipresa elettrica buttata lì (illegalmente) da qualche cittadino o commerciante della zona. Venerdì mattina la centralissima via D’Azeglio, una delle strade della “Bologna bene”, a pochi passi da piazza Maggiore e dal Comune e a cento metri dal Tribunale, per un’ora e mezza è stata transennata dopo che alcuni passanti avevano segnalato degli strani rumori dentro un cestino della spazzatura posto ai bordi della strada. Intorno alle 11.10 alcune persone avevano infatti sentito dei beep continui e regolari provenire dal cestino in metallo. Un suono nitido, udibile facilmente anche perché la strada è pedonale e dunque abbastanza silenziosa.

Subito è scattato l’allarme e per un’ora il centro di Bologna è stato in preda al timore di un attentato in una delle vie più frequentate dai bolognesi e dai turisti. La polizia ha transennato l’area, evacuato centinaia di persone da negozi e palazzi (a pochi metri c’è anche il palazzo, non interessato dagli sgomberi, dove viveva di Lucio Dalla) e una folla di curiosi si è affollata per capire che cosa stesse succedendo e soprattutto per assistere all’intervento degli artificieri.

Questi ultimi sono arrivati nel giro di poche decine di minuti e hanno deciso di far brillare quella strana scatola nera collegata a un cavo. Era proprio quel cavo, che non si riusciva a vedere dove terminasse, e quel beep continuo a preoccupare gli artificieri della Questura di Bologna.

L’intervento è terminato con un piccolo scoppio (creato in realtà da un forte getto d’acqua azionato a distanza) che ha svelato che cosa ci fosse dentro il cestino: un normale e innocuo gruppo di continuità di un computer. Si tratta di una specie di multipresa, di ‘ciabatta’ elettrica che entra in funzione quando viene a mancare la corrente elettrica e consente ai computer di non spegnersi improvvisamente. Solitamente ha l’aspetto di una batteria d’auto di dimensioni leggermente ridotte. Sia l’aspetto sia il suono sono tipici di quel tipo di oggetti, ma per gli artificieri era doveroso verificare. Alle 12:30 la strada e i palazzi sono stati riaperti.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Papa Francesco, “spending review” nella Chiesa italiana: saranno abolite 36 diocesi

prev
Articolo Successivo

Suora di clausura incinta partorisce a Macerata: “Voglio tenere il bambino”

next