Per Fabrizio Corona, che ha chiesto la grazia parziale al presidente della Repubblica, scende in campo anche don Mazzi. Dopo Adriano Celentano e il condirettore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, anche il fondatore della comunità Exodus tende la mano all’ex re dei paparazzi. “Perché Fabrizio Corona è ancora in prigione? Perché? È puro accanimento. Ma di che cosa stiamo parlando? Di un ragazzo che ha fatto qualche fotografia ed è fuggito a bordo di una Fiat 500 in Portogallo? Suvvia” dice in una intervista a Chi.

Corona, in carcere da quasi due anni e condannato per i vari procedimenti giudiziari a suo carico ad un cumulo di pene di oltre 14 anni di reclusione, ha chiesto la grazia parziale, ossia la cancellazione dei 5 anni a lui inflitti in via definitiva per il presunto foto-ricatto all’ex calciatore della Juventus David Trezeguet. Nella istanza al Quirinale si chiede appunto di cancellare dal cumulo della sue condanne (14 anni e 2 mesi già ridotti a 9 anni e 8 mesi) i 5 anni a lui inflitti per il caso Trezeguet.

“Se non lo liberano, se non gli consentiranno di accedere a misure alternative al carcere, se non avrò la possibilità di ospitarlo nella mia comunità, racconteremo una triste storia della giustizia italiana” ha aggiunto Don Mazzi che ricorda che il prossimo 22 gennaio il tribunale di sorveglianza di Milano discuterà l’istanza di detenzione domiciliare presentata dai difensori dell’ex agente fotografico.

“Non voglio nemmeno pensare che la richiesta non venga accettata – ha aggiunto – Ho visto Fabrizio di recente, non sta bene. La magistratura lo ha trasformato in un “caso”, non è un terrorista, non è un mafioso. Si sta facendo la galera per un reato morale. La magistratura è scivolata su una banalità. Io sono incazzato”. “Sono pronto da anni ad accogliere Fabrizio qui – ha concluso -. I magistrati hanno la documentazione in mano che dimostra come la comunità Exodus sia idonea per recuperare il detenuto Corona. Qui da me lo aspetta la palestra. Il suo ruolo sarà quello di far sudare i miei “ragazzi disperati”, che non hanno voglia di faticare. Il suo compito è già pronto“.

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