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Jobs act, decreti in consiglio dei ministri il 24 dicembre. Poletti convoca i sindacati

Il ministro chiama le organizzazioni dei lavoratori a Palazzo Chigi per il 19 dicembre. La Uil: "Finalmente una via di dialogo"
Jobs act, decreti in consiglio dei ministri il 24 dicembre. Poletti convoca i sindacati
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I decreti attuativi della riforma del lavoro saranno discussi e approvati dal consiglio dei ministri il 24 dicembre. Ad annunciarlo è stato il presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha risposto così ai cronisti che gli chiedevano se il governo riuscisse a fare i decreti entro Natale. Ma la notizia è anche un’altra: il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha convocato per la mattina di venerdì 19 dicembre, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, una riunione con le organizzazioni sindacali e le associazioni dei datori di lavoro. Oggetto dell’incontro proprio l’attuazione della legge delega in materia di lavoro. La legge delega è stata approvata a inizio dicembre con un voto di fiducia.

“Pare si sia aperta una via di dialogo con l’esecutivo – commenta – il segretario generale della Uilm Rocco Palombella – Anche su questo punto discuteremo giovedì prossimo nella riunione dell’esecutivo nazionale della Uil confederale”. Per il sindacalista “i lavoratori metalmeccanici erano tra quel milione e mezzo di persone che hanno manifestato pubblicamente a sostegno dello sciopero generale voluto da Uil e Cgil”. Lo scontro tra governo e sindacati va avanti ormai da mesi e in particolare il confronto è con Cgil e Uil che il 12 dicembre hanno indetto lo sciopero generale che, per Palombella, “ha dimostrato che questo Paese vuole cambiare per davvero. Sarà possibile farcela se si partirà concretamente insistendo sulla ripresa industriale. Sarà possibile uscire dal guado della crisi solo con un’azione condivisa tra parti sociali e governo. Riteniamo indispensabile ed urgente la stesura e la conseguente attuazione di un programma di politica industriale, basato su interventi strutturali”. Nel dibattito era entrato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Le esasperazioni non fanno bene al Paese – aveva detto il capo dello Stato – Lo sciopero generale è segno di una notevole tensione tra sindacati e governo”.

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